Operazioni di lotta alle migrazioni illegali, critiche e dubbi delle ONG

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Ha preso il via il 13 ottobre e terminerà il 26 dello stesso l‘operazione MosMajorum, indetta dalla presidenza italiana dell’UE.

L’obiettivo principale di MosMajorum è la raccolta di informazioni sui flussi migratori: rotte, mete, Paesi di origine e di transito, luoghi di reclutamento dei migranti, mezzi utilizzati.

I dati raccolti saranno resi noti nel dicembre prossimo ma intanto si sono levate le critiche di molte ONG europee che temono violazioni dei diritti umani e utilizzo di metodi coercitivi.

Secondo Karl Kopp, direttore per gli affari europei della Ong “proAsilo” Mosmaiorum è un’operazione “antirifugiatiì”.

L’associazione per la difesa dei migranti “Frotex exit” “MosMaiorum” è una caccia agli immigrati irregolari, una nuova battaglia della guerra dell’UE contro un nemico immaginario. Questa operazione – prosegue Frontex exit – alimenta il fantasma di un’invasine criminale dell’UE e utilizza Frontex per discriminare i migranti e i rifugiati Frontex exit – alimenta il fantasma di un’invasine criminale dell’UE e utilizza Frontex per discriminare i migranti e i rifugiati.

Sul web è stata lanciata una campagna sul diritto alla migrazione e si è costituita una rete per l’Assistenza legale gratuita ai migranti.

Secondo il Naga, associazione che ha lanciato la campagna in Italia, “mentre inarrestabilmente le persone fuggono dalle zone di guerra, o semplicemente ricercano un nuovo progetto di vita, spostandosi, esercitando la loro libertà di movimento, gli Stati europei attraverso le loro polizie mettono in atto l’unica strategia che sanno elaborare: controllo e repressione. In nome della lotta ai trafficanti, un dispiegamento eccezionale di intelligence e pattugliamenti delle frontiere che raggiungerà il solo vero obiettivo dell’operazione: criminalizzare, ancora una volta, chi varca un confine”.

Il 1° novembre prenderà poi il via Triton, l’operazione Frontex di pattugliamento delle coste sud e sud – est dell’Italia fino a un massimo di 30 miglia marine, cioè molto meno di quanto fatto durante l’operazione italiana Mare Nostrum. Proprio questa riduzione dell’ambito di perlustrazione dovrebbe, nelle intenzioni di Frontex, scoraggiare i trafficanti di migranti a inviare nel Mediterraneo imbarcazioni improbabili come avvenuto nell’ultimo anno.

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