L’Unione nel Mondo: i dati EUROSTAT

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EUROSTAT ha recentemente pubblicato l’ultima edizione del Rapporto L’Unione nel Mondo, che illustra la situazione economica dell’Unione Europea in comparazione ai Paesi G-20 non inclusi nell’UE.

La Relazione prende in considerazione tredici variabili: le condizioni di vita, la popolazione, la salute, l’educazione, il mercato del lavoro, l’economia e la finanza, il commercio, l’industria e i servizi, la ricerca e la comunicazione, i trasporti, l’agricoltura, l’ambiente e l’energia.

Con riferimento alla popolazione, risulta che solo il 7% (pari ad 1,7 miliardi) della popolazione mondiale vive nell’Unione Europea, mentre la sola Cina ospita il 19,1% e l’India il 17,6%. Tuttavia, entro il 2060 si prevede una diminuzione della popolazione dai 2/3 attuali ad appena la metà. Precisamente la percentuale nell’UE potrebbe diminuire di 2 punti percentuali.

Per quanto riguarda il rapporto tra le persone oltre i 65 anni con quelle in età lavorativa (cd. old age dependency ratio), in testa si posiziona il Giappone (40,5%), seguita da l’UE (27,5%), Canada (22,2%), Australia (21,5%) e Stati Uniti (21%). Le previsioni del 2060 vedono un incremento fino al 70% di questo dato, in particolar modo in Sud Corea e Giappone: ciò indica la presenza di 7 anziani ogni 10 persone in età lavorativa.

Il Prodotto interno lordo (PIL) invece sembra valorizzare l’UE che, anche se rappresenta solo il 7% della popolazione mondiale, produce un quarto (pari al 23,7%) del PIL mondiale; seguono Stati Uniti (22,2%), Cina (12,1%) e Giappone (6,5%).

Tuttavia, Sud Corea, Giappone e Stati Uniti superano l’UE in materia di investimenti in ricerca e sviluppo (4,04%, 3,39% e 2,79% contro 2,02%). Rispetto alle finanze pubbliche, e precisamente al debito pubblico, risultano in testa il Giappone (243,2%), gli Stati Uniti (104,2%), il Canada (88,8%) e l’UE (85,4%). Le percentuali più basse sono invece registrate in Arabia Saudita, Russia, Indonesia e Australia.

In merito ai servizi e alla comunicazione, specificatamente all’uso di internet, i Paesi che registrano percentuali più basse sono l’India (15%) e l’Indonesia (16%), mentre registrano alti livelli, pari a oltre l’80%, Canada, Giappone, Sud Corea, Stati Uniti ed Australia.

Infine, nel campo dell’ambiente, e in particolare riguardo alle emissioni di anidride carbonica, risultano poco sotto il 20% l’Australia, gli Stati Uniti, l’Arabia Saudita e il Canada. L’UE registra il 7,4%.

Per l’energia rinnovabile l’UE risulta tra i primi dieci Paesi, attestandosi al terzo posto con il 27,8%, preceduta solo da Brasile (82,5%) e Canada (63,3%).

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