L’intervista a Papa Francesco di ritorno dal Bahrein

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Presentiamo di seguito un estratto dell’intervista rilasciata da Papa Francesco ai giornalisti presenti durante il volo di ritorno dal viaggio di Sua Santità in Bahrein.

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Vania De Luca (Rai-Tg3)

Santità lei ha parlato anche di migranti in questi giorni. Quattro navi a largo della Sicilia, con centinaia di donne, uomini, bambini, in difficoltà, ma non tutti possono sbarcare. Lei teme che in Italia sia tornata una politica dei “porti chiusi” dal centrodestra e come valuta su questo la posizione di alcuni Paesi del Nord Europa? E poi le volevo domandare anche in generale: che impressione, che giudizio ha sul nuovo governo italiano, che per la prima volta è guidato da una donna?

È una sfida, è una sfida. Sui migranti, il principio: i migranti vanno accolti, accompagnati, promossi e integrati, se non si possono fare questi quattro passi, il lavoro con i migranti non riesce ad essere buono. Accolti, accompagnati, promossi e integrati, arrivare fino all’integrazione. E seconda cosa che dico: ogni governo dell’Unione Europea deve mettersi d’accordo su quanti migranti può ricevere. Al contrario sono quattro i Paesi che ricevono i migranti: Cipro, la Grecia, l’Italia e la Spagna, che sono quelli più vicini al Mediterraneo, nell’entroterra ce ne sono alcuni, come la Polonia, la Bielorussia… ma (parlando) dei grandi migranti del mare: la vita va salvata. Oggi tu lo sai che il Mediterraneo è un cimitero? Forse il cimitero più grande del mondo. Credo che l’ultima volta vi ho detto che ho letto un libro in spagnolo che si chiama Hermanito, è piccolino si legge rapidamente, credo sia stato sicuramente tradotto in francese e anche in italiano. Si legge subito in due ore. È la storia di un ragazzo dell’Africa, non so della Tanzania o di dov’era, che seguendo le tracce del suo fratello è arrivato in Spagna: cinque schiavitù ha subito prima d’imbarcarsi! Molta gente, lui racconta, vengono portate di notte a quelle barche – no a quelle navi grandi che hanno un altro ruolo – e se non vogliono salire: pum, pum! E li lasciano sulla spiaggia – è davvero una dittatura di schiavitù quello che fa quella gente – e poi c’è il rischio di morire in mare. Se tu hai tempo leggi questo, che è importante. La politica dei migranti va concordata fra tutti i Paesi, non si può fare una politica senza consenso, e l’Unione Europea deve prendere in mano una politica di collaborazione e di aiuto, non può lasciare a Cipro la Grecia, l’Italia e la Spagna, la responsabilità di tutti i migranti che arrivano alle spiagge. La politica dei Governi fino a questo momento è stata di salvare le vite, questo è vero. Fino ad un certo punto si è fatto così e credo che questo governo (italiano) abbia la stessa politica… i dettagli non li conosco, ma non penso che voglia andarsene via, ma io credo che ha fatto sbarcare già i bambini, le mamme, i malati, per quello che ho sentito, almeno l’intenzione c’era. L’Italia pensiamo qui… questo governo, pensiamo una vita a sinistra, non può fare nulla senza l’accordo con l’Europa, la responsabilità è europea, e poi io vorrei citare un’altra responsabilità europea sull’Africa, credo che questo lo ha detto una delle grandi donne statiste che abbiamo avuto e abbiamo, la Merkel, ha detto che il problema dei migranti va risolto in Africa, ma se pensiamo l’Africa con il motto: l’Africa va sfruttata, è logico che i migranti, la gente scappi da quel frutto. Dobbiamo, l’Europa deve cercare di fare dei piani di sviluppo per l’Africa. Pensare che alcuni Paesi in Africa non sono padroni del proprio sottosuolo, che ancora dipende dalle potenze colonialiste. È un’ipocrisia risolvere il problema dei migranti in Europa, no andiamo a risolverli anche a casa loro. Lo sfruttamento della gente in Africa è terribile per questa concezione. Il primo novembre ho avuto un incontro con studenti universitari dell’Africa. L’incontro è lo stesso che ho avuto con l’università Loyola degli Stati Uniti. Quegli studenti hanno una capacità, un’intelligenza, una criticità, una voglia di portare avanti, ma delle volte non possono per la forza colonialista che ha l’Europa nei loro governi. Se noi vogliamo risolvere il problema dei migranti definitivamente, risolviamo l’Africa. I migranti che vengono da altre parti sono minori, sono di meno, ma abbiamo l’Africa, aiutiamo l’Africa.

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L’intervista completa è disponibile su Vatican News, cliccando qui

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