Le conclusioni del Consiglio sul cambiamento climatico

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Il Consiglio manifesta un pacato positivismo riguardo agli sforzi compiuti dagli Stati membri e dai Paesi in via di sviluppo verso gli obiettivi di uno sviluppo sostenibile, attento a ridurre i rischi del cambiamento climatico: infatti, mentre  i primi continuano a supportare finanziariamente le iniziative degli Stati in via di sviluppo e ad aumentare i finanziamenti pubblici verso iniziative a sostegno di azioni di mitigazione ed adattamento, i secondi si dimostrano recettivi e volenterosi nel sostenere importanti iniziative e contributi ai finanziamenti per il clima. Il Consiglio evidenzia altresì come non bastino solo le iniziative pubbliche che, per questo, devono continuare ad essere sostenute da quelle provenienti dal settore privato e, specificatamente, bancario. Inoltre, ai fini del raggiungimento dell’obiettivo di riduzione di emissioni e per incentivare l’economia sostenibile, risultano importanti alcune azioni (ulteriori rispetto al reindirizzamento dei flussi finanziari) come la fissazione del prezzo del carbonio o l’eliminazione graduale delle sovvenzioni verso settori dannosi per l’ambiente.

Infine, per un corretto controllo dei flussi finanziari, il Consiglio evidenzia come sia necessario prevedere una regolamentazione trasparente, che segua metodologie di azione e di contabilizzazione condivise e così, in tal senso, sono indispensabili le attività di cooperazione tra Stati dell’UE e Stati terzi (anche al fine di attuare gli obiettivi fissati dall’Agenda per uno sviluppo sostenibile 2030), e la contribuzione al Fondo Verde per il clima da parte di tutti gli Stati aderenti alla Convenzione.

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