L’andamento del mercato del lavoro nella zona Euro (mese di ottobre 2017)

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La Commissione Europea ha pubblicato,  il 13 ottobre del 2017, la relazione annuale sul mercato del lavoro sull’andamento degli stipendi  in Europa. Analizzando questo argomento su un piano più generale, si è giunti a due conclusioni: in una prima battuta, si è registrato un aumento negli stipendi dei cittadini europei.  In secondo luogo, e si tratta di un dato certamente positivo, è cresciuto il numero degli occupati nella zona Euro. Ciò è dovuto anche al fatto che , per molte persone disoccupate, è diventato più semplice ritornare sul mercato del lavoro. L’adozione, da parte delle diverse legislazioni nazionali, di differenti forme di rapporti di lavoro e di strumenti fiscali più flessibili ha agevolato tanto le imprese quanto coloro che sono alla ricerca di un’occupazione.

Ad oggi, circa 235 milioni i cittadini dei diversi Stati membri fanno  parte del mercato del lavoro europeo. La percentuale di disoccupati, stimata intorno al 7,6%, sta ritornando a quella registrata prima dello scoppio della grande crisi nel 2008. Restano comunque alcune categorie di impiegati che sono meno protetti dalle attuali leggi presenti in materia, come quelli inseriti in contratti a tempo determinato o in contratti di lavoro autonomo.

Marianne Thyssen, Commissaria per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, commenta così questi dati:  “Sempre più persone in Europa riescono a trovare un lavoro e stiamo assistendo al livello di occupazione più alto mai registrato. L’Europa sta cogliendo i frutti di riforme strategiche mirate, ma nel contempo è necessario affrontare ulteriori sfide”.

Da tale resoconto presentato a livello europeo per il 2017, si evince inoltre come gli stipendi dei lavoratori europei siano cresciuti in media dell’1,2% nella zona Euro.

Molti sono ancora i passi da compiere, in vista di un mercato del lavoro europeo ancora più efficiente e inclusivo. Importante, da questo punto di vista, è la proposta, giunta dal Presidente della Commissione Juncker, di un pilastro europeo dei diritti sociali e presenata nel suo discorso sullo stato dell’Unione del 13 settembre del 2017.  La costituzione di un siffatto pilastro costituirebbe un passo fondamentale nella società europea, perché garantirebbe nuovi e più efficaci “diritti  sociali” ai cittadini europei. Secondo le stesse parole del presidente Juncker,  “e se vogliamo evitare la frammentazione sociale e il dumping sociale in Europa, gli Stati membri devono approvare il pilastro europeo dei diritti sociali il più presto possibile, al più tardi al vertice di Göteborg (nel novembre del 2017).

 All’interno di questo “Pilastro europeo dei diritti sociali”, rientrano tre diversi ambiti: I) quello della protezione delle pari opportunità e di migliorare l’accessibilità al mercato del lavoro; II) quello di assicurare l’esistenza di giuste condizioni di lavoro, a tutti i livelli; III)  la garanzia della protezione sociale e di una maggiore inclusione tra i membri della società stessa. Si tratta, insomma, di una “ vera e propria carta europea dei diritti del lavoratore”.

Per ulteriori approfondimenti: http://europa.eu/rapid/press-release_IP-17-3867_it.htm

Luca Testa

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