La ricerca della fondazione Hume sull’euroscetticismo

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Il Sole 24 ore del 22 maggio ha dato ampio risalto alle conclusioni di una ricerca della Fondazione Hume sull’evoluzione dell’euroscetticismo nel corso degli ultimi anni, mettendo in evidenza risultati non proprio incoraggianti sugli atteggiamenti dei cittadini europei nei confronti del progetto comunitario, delle sue Istituzioni e delle sue attuali politiche. Cresce il timore che l’Europa non sia in grado di fare fronte alla crisi economica e finanziaria e alla sicurezza. Sui risultati della ricerca pesano senz’altro le vicende legate alla crisi greca, ancora lontana da una soluzione, e i problemi derivanti dai flussi migratori, non disgiunti da ricadute sui temi sensibili della sicurezza.

Un quadro che ha inciso sulle recenti consultazioni elettorali, come in Olanda e in Austria, e che peserà su quelle che si profilano ormai vicine in Francia e in Germania. Si tratta di impatti politici importanti, già preannunciati dalle ultime elezioni europee, fortemente segnate da un alto tasso di astensionismo e dalla presenza di formazioni euroscettiche che rappresentano a destra il 22,2% dei seggi e il 7,2% a sinistra. Interessante notare come nel primo caso, a destra, si sia registrato un forte incremento (+ 14,7%) di seggi rispetto alle prime elezioni europee a suffragio universale e nel secondo, a sinistra, un significativo decremento (- 3,9%): il tutto in presenza di un rafforzamento complessivo delle formazioni di destra.

Molti altri dati fanno riflettere. Tra questi una caduta di immagine dell’UE per i cittadini di 19 Paesi su 28, la bassa percentuale di cittadini che si percepiscono come europei mentre solo il 51% si fida del Parlamento europeo e sono anche meno quelli che si fidano della Banca centrale europea (43%). Non stupisce che queste percentuali mandino un messaggio destinato ad aumentare l’euroscetticismo, come suggerisce il Rapporto della Fondazione Hume.

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