La Commissione europea propone un nuovo patto sulla migrazione e l’asilo

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Prevedibilità e affidabilità sono le due caratteristiche fondanti dell’approccio proposto dalla Commissione europea

La Commissione europea ha recentemente proposto un nuovo patto sulla migrazione e l’asilo che garantisca un approccio europeo alla questione. Il regolamento di Dublino III attualmente in vigore ha, infatti, dimostrato di non essere più capace di far fronte alle sfide attuali, ma nel corso degli ultimi anni nessuno è riuscito a intervenirvi a causa delle numerose resistenze che una questione così sensibile può generare. Vi è, dunque, la necessità di proporre nuove soluzioni che possano permettere di affrontare efficacemente i flussi di persone verso l’Unione Europea. In particolare, la Commissione europea ritiene che l’approccio debba fondarsi su due caratteristiche principali: la prevedibilità e l’affidabilità.

In primo luogo, si deve migliorare la cooperazione con i Paesi di origine e di transito; le procedure devono altresì essere efficaci, in modo tale da poter procedere al rimpatrio di coloro i quali non hanno diritto di soggiornare nell’UE e a garantire l’integrazione delle donne e degli uomini che, al contrario, dispongono di tale diritto. Emerge, dunque, un elemento centrale a tale questione, ovvero che le soluzioni individuali dei singoli Stati non possono soddisfare tutti gli altri; per questo motivo, l’unica soluzione possibile è un approccio europeo. 

La Commissione europea sostiene che il primo pilastro delle nuove misure debba riguardare procedure più efficienti e rapide, che prevedano l’introduzione di una procedura integrata di frontiera, con accertamenti preliminari all’ingresso. Tutti coloro che attraversano le frontiere esterne dell’Unione senza autorizzazione o sbarcano in seguito a un’operazione di ricerca e soccorso verranno identificati, anche attraverso il rilevamento delle impronte digitali; tali dati verranno poi inseriti nella banca dati Eurodac. Successivamente, si procederà a valutare rapidamente se la persona abbia diritto a restare nell’UE oppure debba essere rimpatriata.

Il secondo pilastro del nuovo approccio riguarda l’equa ripartizione della responsabilità e la solidarietà richiesta ai singoli Stati membri, che dovranno agire in modo da garantire non soltanto il proprio interesse, ma anche quello degli altri Paesi. In questo modo, il sistema proposto dalla Commissione potrà essere stabilizzato e gli obblighi umanitari verranno garantiti. Considerando che ogni Stato presenta una situazione diversa rispetto ai flussi migratori, viene istituito un sistema di contributi flessibili che preveda forme diverse di responsabilità. Tuttavia, nei momenti di maggiore pressione su singoli Paesi, i contributi richiesti saranno più rigorosi, al fine di garantire un’efficace rete di sicurezza.

Al tempo stesso, sul piano esterno, l’Unione Europea si farà promotrice di partenariati con Paesi terzi che consentiranno di affrontare meglio il contrasto al traffico di migranti e di istituire percorsi legali, anche nell’ambito dei rimpatri. È, dunque, necessario, un approccio unitario da parte degli Stati membri, che verranno dotati di meccanismi di riammissione funzionanti.

Come si può notare, un sistema pienamente efficiente renderà credibili le norme europee in materia migratoria. Per garantire tale scopo, si deve, dunque, intervenire sul quadro giuridico, sul ruolo della guardia di frontiera e costiera europea e sulle relazioni con i Paesi terzi. La Commissione europea ha, inoltre, proposto una governance comune per la migrazione e l’asilo che preveda una pianificazione strategica volta ad allineare le politiche dell’UE e dei singoli Stati membri. Una gestione condivisa dei flussi migratori garantirà, infatti, un miglioramento della fiducia reciproca, nonché vantaggi per le società e le economie europee. 

Il Parlamento europeo e il Consiglio dovranno ora esaminare la proposta della Commissione affinché una vera politica comune europea sulle migrazioni e l’asilo possa finalmente vedere la luce.

Per approfondire: il comunicato della Commissione europea

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