Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’incontro con i componenti dell’Associazione Stampa Parlamentare, i Direttori dei quotidiani e delle agenzie giornalistiche e i giornalisti accreditati presso il Quirinale per la consegna del Ventaglio da parte dell’Associazione Stampa Parlamentare

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Palazzo del Quirinale, 27 luglio 2023

L’aggressione della Federazione russa all’Ucraina ha creato una irresponsabile e pericolosa frattura nelle relazioni internazionali.

In queste sale del Quirinale, nel settembre 2021 – appena cinque mesi prima dell’aggressione russa all’Ucraina – il Presidente della Repubblica di Finlandia, Niinisto, avanzava la proposta di una nuova Conferenza di Helsinki, a cinquant’anni da quella sulla pace e la convivenza in Europa del 1973.

Lo faceva nella veste di un Paese da sempre neutrale e che intendeva continuare a svolgere questo ruolo di raccordo. Adesso ha chiesto, e ottenuto, di entrare nella Nato.

Questo caso esprime con chiarezza quanto sia mutato lo scenario in Europa.

Ne risulta accresciuta l’esigenza di adoperarsi per definire e realizzare un più efficace assetto del multilateralismo, necessario da tempo per effetto dei profondi mutamenti nel mondo.

Questo è progressivamente molto cambiato dal 1945 ad oggi. Basta guadare la carta geografica dell’Asia e dell’Africa nel momento in cui nasceva l’ONU. Guardare la curva della crescita delle economie di tanti Paesi di ogni continente, la dislocazione oggi della produzione di beni e di capacità finanziarie nel mondo, profondamente e sempre più diversa nella sua articolazione, per comprendere che tutto questo richiede, per quanto difficile con le tensioni presenti, nuove architetture nella comunità internazionale.

Ne siamo sollecitati ancora una volta dal colpo di Stato odierno in un altro Paese subsahariano, in una Regione che, insieme ad alcuni gravi rifiuti delle iniziative dell’ONU, vede l’inquietante e diffusa presenza della compagnia Wagner.

Queste ovvie, e ben note, considerazioni sono tutt’altro che estranee alla nostra condizione economica, sociale, politica, ma la influenzano e la influenzeranno sempre più.

Richiedono quindi riflessioni politiche adeguate; richiedono che si alzi lo sguardo, si ampli l’orizzonte del confronto e delle iniziative.

Vorrei concludere ribadendo che la Costituzione – a 75 anni dalla sua entrata in vigore – è la guida del nostro agire, fissando principi, valori irrinunziabili, diritti inviolabili, virtuose connessioni con l’Unione europea e con la comunità internazionale.

La Costituzione è un patrimonio comune; che si è arricchito nel tempo grazie a una larga condivisione.

È l’architrave dell’ordinamento giuridico che sostiene il nostro modello sociale.

E continua a indicare sempre obiettivi e un conseguente programma che trova progressiva attuazione nelle misure che Governo e Parlamento assumono nell’interesse generale.

Auguri di buona estate.

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