Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di consegna dell’onorificenza accademica di Dottore Honoris Causa dell’Università di Salamanca

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Riportiamo di seguito un estratto dell’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di consegna dell’onorificenza accademica di Dottore Honoris Causa dell’Università di Salamanca.


Salamanca, 19/03/2026 (II mandato)

L’ordine internazionale è, per sua natura, dinamico, nuovi protagonisti si affacciano, nuove sfide si presentano.

Cosa può fare l’Europa a fronte della recessione del modello cooperativo multilaterale nella gestione dei rapporti tra gli Stati?

Accettare che esso venga soppiantato da una visione contrattualistica fondata sulla competizione?

Tocca all’Europa saper dire di no.

Dire di no all’ampliamento dei conflitti, a una perenne instabilità, con la moltiplicazione dei fronti di crisi.

Come dimostrano le drammatiche vicende che, a partire dal sanguinoso attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023, vedono oggi Iran, Libano, l’intera regione medio-orientale e del Golfo, al centro di un arco di crisi di cui non si intravede lo sbocco, con gravissime conseguenze sulle popolazioni.

Dall’assalto russo all’Ucraina in poi si è intensificata la convinzione che l’aggressione possa essere regolarmente praticata nei rapporti internazionali.

Ne conseguirebbe il venir meno di attenzione e di impegno verso le vere crisi che affliggono le popolazioni mondiali: quella climatica, da cui dipendono fenomeni migratori importanti; quella alimentare, quella energetica, quella demografica, quella sanitaria. Le politiche di trasferimento di aiuti tendono a impoverirsi, con incremento delle spese militari.

Anche su questi fronti si giocano valori cari all’esperienza europea come la dignità della persona e la sua libertà.

Valori che abbiamo condiviso con l’altra sponda dell’Atlantico e riassunti da Franklin D. Roosevelt nel discorso delle quattro libertà del gennaio 1941: libertà di parola e di espressione ovunque nel mondo; libertà di culto; libertà dal bisogno, ovunque nel mondo; libertà dalla paura “che – disse – tradotta in termini mondiali, significa una riduzione mondiale degli armamenti a un punto tale e in modo così completo che nessuna nazione sarà in grado di commettere un’aggressione fisica contro un vicino ovunque nel mondo”.

Può apparire che rimanere attaccati a un ordine e a istituzioni che stanno perdendo autorevolezza, efficacia, finanziamenti, sia una ricetta certa per la marginalizzazione del nostro continente.

Eppure, prendere atto dei cambiamenti in corso e non limitarsi a subirli significa avere il coraggio di proporre una visione alternativa alla mera legge di chi appare più forte.

È la strada che l’Europa può e deve percorrere.”

(…)

Per il discorso integrale: Quirinale.it

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