Iniziare dalla raccolta differenziata: gli esempi di Ljubljana, Tallinn ed Helsinki

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Durante la Conferenza sulla raccolta differenziata, svoltasi il 29 gennaio, la Commissione europea ha presentato un rapporto, frutto di studi congiunti sui sistemi di raccolta differenziata nei 28 Paesi membri su iniziativa della Direzione Generale dell’Ambiente  e dell’Istituto di Ricerca di Copenaghen, all’interno del progetto “Municipal Waste Compliance Promotion Exercise”, che ha riunito otto Paesi membri (Croazia, Cipro, Ungheria, Irlanda, Malta, Portogallo, Slovenia e Spagna) per favorire un dialogo comune sulla gestione della raccolta differenziata.

Il Rapporto ha sottolineato che in Europa solo il 19% dei rifiuti viene raccolto in modo separato, applicando le indicazioni della direttiva sui rifiuti del 2015. Ma in questo panorama grigio, tre sono le capitali europee che si contraddistinguono per il loro impegno nella raccolta differenziata: Ljubljana, Tallinn e Helsinki, con percentuali, rispettivamente, del 55.4%, 47.2% e 38.6%.

Questo impegno sociale e politico diviene oggi, in seguito all’adozione del pacchetto sull’economia circolare, una priorità per permettere la transizione economica dal vecchio al nuovo modello economico.

E, sebbene ad oggi l’80% dei rifiuti finisca in discarica, anzichè essere reintrodotto nel sistema economico- punto cardine dell’economia circolare- le azioni pratiche realizzate da queste tre capitali risultano essere degli esempi da seguire per raggiungere l’obiettivo della riduzione degli sprechi urbani del 65% entro il 2030.

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