Il processo di ratifica del Trattato Costituzionale

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Hanno già   ratificato
Lituania 11 novembre 2004
Ungheria 20 dicembre 2004

Andranno al referendum
Spagna 20 febbraio
Portogallo Marzo aprile 2005
Lussemburgo 10 luglio 2005
Repubblica Ceca Estate 2006
Francia Entro il 1° luglio 2005
Austria (Tempi da definire)
Regno Unito (Tempi da definire)
Danimarca (Tempi da definire)

Ratificheranno in Parlamento
Italia
Germania
Belgio
Malta
Grecia

Ratifiche concluse

Lituania
La scelta per la ratifica parlamentare risale agli inizi di novembre, nella convinzione che questa abbia effetti positivi sulla situazione interna e sulla politica estera del Paese che si accrediterà   così quale partner Ue attivo e degno di fiducia.
La votazione parlamentare fa registrare 84 voti favorevoli, 4 contrari e 3 astenuti. Soddisfatto il Presidente della Convenzione Valery Giscard d’Estaing che ha inviato le sue congratulazioni al Parlamento di Vilnius. (11 novembre 2004).

Ungheria
Per la conclusione della procedura di ratifica manca solo la firma del decreto da parte del Presidente Farenc Madi (20 dicembre 2004)

Iter referendario

Danimarca
Due partiti di governo, Conservatori e Liberali, e tre di opposizione, Socialdemocratici, Radicali e Socialisti del Popolo, hanno raggiunto un accordo «storico» e inviteranno gli elettori danesi a votare si. I Socialisti del Popolo hanno ottenuto il mantenimento del diritto di veto sulle questioni di politica sociale, mercato del lavoro e imposte.
I dati di un sondaggio Gallup dicono che i voti favorevoli alla Costituzione sarebbero pari al 49%, Il 26% dei danesi voterebbe No e il 25% sarebbe indeciso. (4 novembre 2004)

Regno Unito
Graham Watson, Presidente del gruppo Liberaldemocratico al Parlamento Europeo (ALDE). Si è detto ottimista sugli esiti del referendum. E’ vero che Tony Blair non ha sfruttato nessuna delle occasioni che ha avuto per «europeizzare» l’opinione pubblica inglese ma è anche vero che il referendum del Regno Unito arriverà   alla fine del processo di ratifica e questo potrebbe influenzare gli elettori che, in caso di vittoria del No, dovrebbero chiedersi seriamente se vogliono ancora far parte dell’Unione europea (12 gennaio 2005)

Spagna
Il premier spagnolo ha sottolineato l’importanza del trattato che «va al di là   dei governi e del colore politico» In Spagna è stato raggiunto un accordo tra tutti i partiti per tenere il 20 febbraio il referendum. Recentemente definito dallo stesso Zapatero «arma di costruzione di massa» (3 novembre 2004)

Lussemburgo
Il referendum si terrà   il 10 luglio 2005 – alla fine del semestre di presidenza. Si tratta della prima consultazione referendaria dal 1937; il Gran Duca del Lussemburgo e tutti i partiti rappresentati in Parlamento si schierano a favore del Trattato. Gli ultimi sondaggi attribuiscono il 59% dei voti al Sì e il 17% al No, gli indecisi ammonterebbero al 24% dell’elettorato. (20 novembre 2004)

Portogallo
La consultazione dovrebbe tenersi tra la fine di marzo e l’inizio di aprile del 2005 a condizione che governo e opposizione trovino in tempo utile l’accordo per la formulazione del quesito referendario. (15 novembre 2004)

Repubblica Ceca
Il Presidente della Camera dei Deputati Pavel Svoboda ritiene che il referendum non potrà   tenersi prima del giugno 2006 per ragioni che hanno a che fare sia con le vicende di politica interna – l’eccessiva vicinanza con le elezioni generali potrebbe falsare il risultato del referendum – sia con ragioni legate alle vicende continentali dei processi di ratifica – se quando i cittadini della repubblica Ceca saranno chiamati a votare molti Paesi avranno già   ratificato, la vittoria del sì potrebbe risultare più agevole.
Il contesto politico nazionale vede nettamente schierati per il Sì i partiti di governo (Partito Social-democratico, partito Cristiano-democratico e Unione Democratica- Unione per la Libertà  ). Sono contrari alla Costituzione il Partito Comunista e il Partito Democratico Civico (ODS) che sembrerebbe aver fatto proprie le tesi contenute nell’opuscolo «Le cinque ragioni per dire no alla Costituzione» curato dagli eurodeputati Jan Zahardi e Hynek Faymon, distribuito in occasione dell’ultimo Congresso Nazionale del partito. (4 Dicembre 2004)

Francia
Il quadro nazionale è stato movimentato dal referendum indetto dal Partito Socialista i cui echi si sono avvertiti anche nel dibattito europeo (vd dopo). Gli esiti del referendum dicono di una massiccia partecipazione (80% degli iscritti) e di una schiacciante vittoria del sì (55%).
Il referendum per la ratifica dovrebbe tenersi entro il primo luglio dopo che il disegno passando attraverso le seguenti tappe: di legge Costituzionale presentato dal Ministro della Giustizia Perben e necessario perchà© si possa ratificare il trattato per via referendaria sarà   stato discusso dall’Assemblea Nazionale (25 – 27 gennaio) dal Senato (febbraio) e sarà   approvato dal Parlamento in seduta comune a Versailles.
L’ex Primo Ministro Edouard Balladur ha presentato un emendamento al disegno di legge Perben. Se l’emendamento sarà   approvato Il Governo dovrà   sottomettere al voto del Parlamento qualsiasi documento europeo su richiesto dal Presidente o da sessanta componenti di una delle due Camere. La proposta mira a rafforzare il ruolo del Parlamento nell’implementazione del principio di sussidiarietà   ; poter esercitare in controllo sempre più approfondito delle politiche europee è per il Parlamento la giusta contropartita alle limitazioni della sovranità   (5 gennaio 2005)

Iter Parlamentare

Italia
Il disegno di legge è stato varato dal Consiglio dei Ministri subito dopo la firma del trattato (29 ottobre) e ha iniziato il suo iter parlamentare il 4 novembre con l’esame della Commissione Esteri della Camera dei Deputati. L’unica forza politica contraria è la Lega Nord. I Verdi chiedono la ratifica referendaria perchà© è importante coinvolgere i cittadini in una tappa cos importante del processo di integrazione europea e non per le motivazioni di tipo egoistico che spingono la Lega (4 novembre 2004)

Malta
Il Primo Ministro Lawrence Gonzi auspica una ratifica parlamentare a fine anno ma ribadisce che la procedura è complessa e richiede la collaborazione delle forze politiche di opposizione. (3 novembre 2004)

Belgio
Il premier belga Guy Verthofstadt auspica una conclusione del processo di ratifica entro il maggio 2005 ma non nasconde le difficoltà   di un iter piuttosto complicato. La ratifica, infatti, dovrà   passare attraverso l’approvazione delle due Camere del Parlamento Federale, dei tre Parlamenti Regionali (3 novembre 2004)

Germania
La ratifica avverrà   in Parlamento perchà© la Costituzione tedesca non prevede referendum nazionali.
Sul Trattato Costituzionale hanno preso posizione alcuni parlamentari della CSU:
– Markus Ferber ha dichiarato che la ratifica da parte delle due Camere del Parlamento tedesco dovrebbe avvenire antro il primo semestre 2005. Abbiamo bisogno della Costituzione – ha concluso Ferber – che rappresenta un importante progresso per la trasparenza la chiarezza del processo decisionale a livello europeo.
– Joachin Wuermeling ha criticato le posizioni dei suoi colleghi di partito che al Bundestag si sono espressi contro la Costituzione europea. L’ Unione europea sarà   migliore con la Costituzione in quanto più democratica, più vicina ai cittadini e con maggiori strumenti di tutela dei diritti delle autonomie locali contro il centralismo e la burocrazia» (6 gennaio 2005)

Prese di posizione di organi e istituzioni comunitarie

Il Parlamento Europeo
Il dibattito in vista del voto del 12 gennaio ha visto gran parte dei deputati favorevoli alla ratifica della Costituzione.
Gli unici «No» sono stati annunciati dall’estrema destra, secondo cui la Costituzione sarebbe «una legge superiore alle leggi nazionali», e dall’estrema sinistra che ha sostenuto che la Costituzione non risponderebbe alle esigenze dei cittadini.
Il rapporto Mendez de Vigo/Corbett che raccomanda la ratifica della Costituzione. è stato approvato con 500 voti favorevoli, 137 contrari e 40 astensioni Respinto un emendamento del gruppo Indipendenza/democrazia sull’abrogazione della Costituzione; accolti due emendamenti dei gruppi Verdi/ALE e PPE-DE, rispettivamente sul diritto di iniziativa concesso al Parlamento per migliorare la Carta e sulla necessità   di legare la Commissione al servizio di azione esterno comune; approvato un emendamento sull’importanza della società   civile nel processo di ratifica..(12 gennaio 2005)

Il Consiglio Europeo
ha ribadito che il processo di ratifica rappresenta una occasione imperdibile per la diffusione e la divulgazione di informazioni sull’Europa. Pur restando le campagne di ratifica competenze nazionali, saranno incoraggiate le iniziative di scambio d’informazioni ed esperienze tra gli Stati membri. Germania Francia e Spagna lanciano un’iniziativa comune per promuovere il trattato Costituzionale articolata in incontri successivi nei tre Paesi. (5 novembre 2004)

La Presidenza lussemburghese ha ribadito più volte e in tutte le sedi che la ratifica rappresenta la «priorità   delle priorità  » per questo semestre di presidenza e che il Consiglio si impegnerà   per la ratifica. La Costituzione significa «più diritto, più democrazia, più trasparenza».
La Commissione deve essere forza motrice di questo processo e il Parlamento deve avere un ruolo attivo. Tutti devono fare prevalere l’interesse comune su quello nazionale nel rispetto dell’equilibrio istituzionale triangolare. (12 gennaio 2005)

Il Comitato Economico e Sociale
invita tutti gli attori politici e sociali coinvolti a sfruttare l’occasione della ratifica per sensibilizzare e informare i cittadini europei e propone di realizzare: griglie di lettura della Costituzione che rispondano alle domande delle diverse categorie di cittadini, campagne di comunicazione nazionale che coinvolgano media, autorità   locali e società   civile, dibattiti che non perdano di vista il valore europeo della ratifica (6 novembre 2004)

Il Comitato delle Regioni
ha approvato il parere redatto da Franz Schausberger (Land di Salisburgo PPE) e Lord Tope (Big London – PPE ) in cui si chiede ai Parlamenti nazionali e, eventualmente, a quelli locali uno sforzo per la ratifica del Trattato e si invitano i cittadini a partecipare alle consultazioni referendarie esprimendo il loro consenso alla ratifica.
Inoltre il CDR appoggia l’iniziativa «1000 dibattiti per l’Europa» finalizzata a spiegare la Costituzione agli europei e ha inviato una lettera aperta ai Responsabili politici dell’Unione in cui si trovano espliciti riferimenti al patto democratico con i cittadini e al ruolo delle autorità   locali (principio di sussidiarietà   e nuova ripartizione delle competenze). (19 novembre 2004)

Il Comitato dei Comuni e delle Regioni d’Europa
Il programma del neopresidente Michael Happul dedica ampio spazio al processo di ratifica che va trasformato in un «successo»; bisogna convincere i cittadini che la Costituzione dà   gli strumenti cruciali per costruire un’Europa migliore. Bisogna trarre profitto dalle possibilità   che la Costituzione offre alle Città   e alle Regioni per il beneficio dei cittadini. (10 dicembre 2004)

Il dibattito tra le forze politiche in Europa
In più occasioni i Socialisti Europei si sono espressi a favore della Costituzione e hanno invitato i 25 Paesi membri alla ratifica.
La Costituzione rappresenta un significativo passo avanti per l’Europa (rafforzamento dell’Unione nel quadro mondiale e della sua natura democratica) e per la sinistra europea di cui accoglie i valori fondamentali: (economia sociale di mercato, piena occupazione, lotta all’esclusione, uguaglianza tra uomini e donne).
Il Trattato rappresenta la base giuridica per l’approvazione di alcune leggi quadro fondamentali per l’implementazione del modello sociale europeo.
Particolare rilevanza ha avuto, in casa socialista, il referendum francese. Non si tratta di una vicenda di politica interna: il laburista inglese Richard Corbett ha sostenuto, commentando le polemiche interne al PSF, che non ratificare la Costituzione determinerebbe una crisi che richiederebbe molto tempo per essere risolta; «opporsi al testo del trattato perchà© esso ha l’appoggio del Presidente della Repubblica Francese è infantile; condannare per partito preso gli emendamenti al Trattato provenienti da esponenti britannici è quasi razzista» .
Negli appelli inviati ai Socialisti Francesi diversi esponenti del PSE hanno sottolineato il ruolo cruciale della Francia in Europa (Zapatero e Schroder) e la preoccupazione per un’eventuale perdita di consensi determinala da una vittoria del no (Rasmussen).
Non sorprende quindi che gli esiti del referendum – vittoria dei Sì numericamente rilevante – abbiano suscitato reazioni positive sia tra i socialisti sia tra gli esponenti di altre forze politiche. Poul Nypur Rasmussen sostiene che si tratta di una vittoria dei socialisti, della Francia e dell’Europa nonchà© un passo cruciale per la riconquista del potere. Altre reazioni positive da parte di Martin Schutz (indubitabile la posizione dei socialisti Francesi sulla Costituzione) Daniel Cohn Bendict (questo risultato significa che Verdi e Socialisti insieme possono costruire un progetto politico alternativo a quello della destra) e di Alain Lamarousse (una buona notizia per la causa europea e per la democrazia partecipativa.

I presidenti dei gruppi che fanno riferimento al Partito Popolare Europeo annunciano, in un comunicato congiunto dell’8 novembre, un lavoro coordinato per la ratifica della Costituzione europea. Nell’occasione Alain Lamarousse (UPM) ha sottolineato che la ratifica deve avvenire contemporaneamente in tutti i Paesi o almeno in un lasso di tempo limitato. La Costituzione, si legge ancora nel comunicato, traduce i valori dei Popolari Europei. Il dibattito sulla ratifica del Trattato, concludono i popolari, non deve essere influenzato da quello relativo ai negoziati con la Turchia.

Molte forze politiche hanno preso posizione in occasione del dibattito concluso in Parlamento con l’approvazione del Rapporto Mendez de Vigo Corbet. I verdi, ad esempio hanno annunciato, qualche giorno prima del dibattito in Parlamento, un «Sì critico e combattivo al rapporto» e hanno lanciato iniziative transnazionali pubbliche che dovrebbero accompagnare il processo di ratifica facendo opera di informazione e sensibilizzazione.

Il gruppo ALDE ha rivendicato per sà© il titolo di «gruppo parlamentare più europeo « in un documento contenente i risultati della votazione parlamentare. Gli esponenti di questo schieramento, infatti, hanno vitato a favore del rapporto Mendez de Vigo Corbet più compattamente di tutti gli altri.(15 gennaio 2005)

il Movimento Europeo ha lanciato ad inizio dicembre 2004 la campagna «YES» strutturata in attività   di formazione, conferenze , azioni pubbliche, lavoro di lobby e di relazioni con la stampa. In Spagna, dove si terrà   il primo referendum (20 febbraio) sono stati distribuiti materiali informativi e promozionali e sono previste due settimane di campagna informativa con la collaborazione dei media nei mesi di dicembre e gennaio. E’ fondamentale, ha detto Jo Leinen, presentando le iniziative conferire una vera dimensione europea alla campagna per la ratifica.
La Campagna è stata rilanciata dopo l’approvazione del rapporto Mendez de Vigo Corbet. Il presidente del Movimento Europeo Jo Leinen ha sottolineato che il processo di ratifica deve concludersi con 25 vittorie del Sì e per questo c’è bisogno di tutti, delle istituzioni, della società   civile, delle associazioni e dei partner sociali.(22 gennaio 2005)

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