Giovani e casa: il dialogo a Barcellona con la Commissione UE

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Il 20 aprile 2026 a Barcellona si è svolto un incontro tra il Commissario europeo per l’energia e l’edilizia abitativa, Dan Jørgensen, e un gruppo di giovani europei per discutere il tema della casa. L’obiettivo era ascoltare direttamente le loro esperienze e raccogliere idee per le politiche future. 

Durante il dialogo, i partecipanti hanno raccontato le difficoltà che molti giovani incontrano oggi: affitti troppo alti, poche case disponibili e problemi legati alla stabilità abitativa. Queste condizioni influenzano studio, lavoro e autonomia personale. 

Sono emersi anche altri problemi, come le lunghe distanze per raggiungere l’università, le difficoltà per le coppie a trovare casa e casi di discriminazione nel mercato degli affitti. Alcuni hanno sottolineato che, in certi casi, il costo medio degli affitti può superare gli stipendi dei giovani. 

Il Commissario ha definito la questione abitativa “un problema generazionale” e ha evidenziato la necessità di soluzioni diverse per studenti, famiglie e persone con disabilità. Tra le possibili azioni, ha citato una migliore gestione degli affitti a breve termine e un uso più efficace delle abitazioni già esistenti. 

Al termine dell’incontro, i giovani hanno presentato quattro proposte principali: collegare politiche abitative e ambientali, aumentare l’offerta di case accessibili, migliorare la pianificazione a lungo termine e garantire maggiore equità nell’accesso alla casa

Il dialogo fa parte delle iniziative della Commissione europea per costruire un Piano europeo per l’edilizia abitativa accessibile, con il coinvolgimento diretto dei cittadini, soprattutto dei più giovani. 

Per maggiori informazioni: Dialogo giovanile a Barcellona: le voci giovani aiutano a plasmare i prossimi passi dell’UE sull’edilizia abitativa 

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Sara Rovera
Sono studentessa del CEILS, un corso di laurea in diritto comparato, europeo e internazionale a Trento. Amo viaggiare e scoprire nuove culture, esperienze che arricchiscono il mio percorso personale e accademico. Credo in un’Europa sempre più unita, fondata sulla cooperazione e su valori condivisi.

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