L’Europa e un nuovo partenariato con gli Stati Uniti

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Sembra che il Presidente Trump si stia a poco a poco convincendo di aver perso le elezioni presidenziali negli Stati Uniti e di dover cedere il comando al democratico Joe Biden. E’ stato un comportamento molto rivelatore, se ancora ce ne fosse bisogno, di quanto abbia sofferto in questi ultimi quattro anni la democrazia in quel Paese, dove il Presidente uscente attribuisce la sua sconfitta unicamente a “brogli elettorali”. 

Trump lascia non solo un Paese profondamente diviso, – i suoi elettori sono circa 70 milioni – ma lascia anche una pesante eredità sulla scena internazionale, a cominciare dal ritiro degli Stati Uniti dai grandi tavoli multilaterali e dall’accordo di Parigi sul clima, dalla sua minacciosa politica commerciale, dalle sue posizioni unilaterali sullo scacchiere mediorientale e dalla distanza presa  rispetto all’Europa. 

Non sarà certo facile per il futuro Presidente democratico, malgrado le incoraggianti dichiarazioni fatte e ribadite dopo le elezioni, riorientare la rotta presa in questi anni dagli Stati Uniti e sarà soprattutto molto impegnativo ridare fiducia e ossigeno ad una democrazia in grave affanno, diventata sempre più illiberale e populista e che ha fatto d’esempio in tante altre parti del mondo, compreso in Europa. E in Europa, non solo in Ungheria e in Polonia. 

Ed è proprio sul tema della democrazia, messo relativamente poco in luce rispetto ad altri temi, che si giocherà il ritorno degli Stati Uniti ad una cooperazione internazionale basata anche sul rispetto di alcuni valori fondamentali, necessari e fragili in un mondo multipolare,  in piena mutazione e dove i baricentri economici, commerciali e tecnologici non poggiano necessariamente sul rispetto o meno di principi democratici.

Joe Biden, in uno dei suoi discorsi in campagna elettorale, aveva fatto un nesso fra “democrazia all’interno e all’esterno”, in cui sottolineava il suo impegno a rafforzare contemporaneamente la democrazia interna e a dar vita ad una coalizione per sostenere le democrazie in altri Paesi del mondo. E’ in questa ancor indefinita strategia che Biden ha lanciato la proposta di organizzare entro il 2021, negli Stati Uniti, un “Vertice per la democrazia” , al quale verrebbero invitati Governi e organizzazioni della società civile impegnati in una prospettiva di difesa della democrazia e disposti a definire un’agenda comune di cooperazione. Non è poco se si considerano gli ultimi quattro anni in cui Donald Trump ha fatto di tutto per delegittimare il sistema democratico, seminando ovunque quei germi di populismo che non saranno facili da estirpare. 

L’Unione Europea ha salutato con entusiasmo la vittoria di Biden e si sta preparando ad un ritorno di dialogo e di rispetto, cosciente tuttavia delle obiettive difficoltà che il nuovo Presidente dovrà affrontare. Ha tuttavia già elaborato una sua prima strategia di cooperazione con gli Stati Uniti, che va dalla lotta alla pandemia, al multilateralismo, dai cambiamenti climatici al rilancio economico e alla sicurezza. In tema di democrazia, l’Unione Europea ha sottolineato che ”come primo passo l’UE intende partecipare a pieno titolo al Vertice per la democrazia proposto dal Presidente eletto Biden e cercherà di definire un impegno congiunto con gli USA per contrastare l’ascesa dell’autoritarismo, le violazioni dei diritti umani e la corruzione (…)”.

Sono parole che avevano perso eco nei recenti rapporti fra Europa e Stati Uniti, ma che oggi danno tutto il senso della sfida in corso, consapevoli che l’eredità di Trump resisterà ancora a lungo. 

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