Eurobarometro, la parola ai giovani.

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Questa settimana Infoeuropa dedica il suo approfondimento agli ultimi dati resi noti da Eurobarometro e relativi ai sentimenti dei giovani nei confronti dell’Europa e del futuro. I dati restituiscono un quadro complessivo di fiducia e ottimismo: il 63% dei giovani di età   compresa tra i 15 e i 24 anni ritiene positiva l’appartenenza del proprio Paese all’Unione europea, il 67% ritiene che tale appartenenza sia stata fonte di vantaggi a livello nazionale e il 56% ha un’immagine positiva dell’Europa; gli studenti sembrano essere più ottimisti dei giovani che già   lavorano. Pur in questa situazione di ottimismo e fiducia i giovani avvertono il bisogno di essere maggiormente informati e di partecipare di più al dibattito sul futuro dell’Europa.
Nel dettaglio i temi affrontati dall’indagine Eurobarometro sono stati:
– Quale Europa per il futuro
– Cittadinanza attiva e partecipazione
– Strategia di Lisbona e programma gioventù
Il 62% dei giovani europei tra i 15 e i 24 anni ritiene che Europa sia sinonimo di libertà   di movimento. Gli ultimi allargamenti hanno dato a milioni di giovani la possibilità  , un tempo inimmaginabile, di muoversi, lavorare e studiare in un altro Stato membro. Questa percezione è molto più avvertita nei Nuovi Stati membri (si schiera su questa posizione il 79% dei giovani residenti nei nuovi Stati a fronte di un dato complessivo del 59%).
I giovani, inoltre, auspicano che l’Europa abbia un ruolo più forte nella loro vita quotidiana e anche su questo dato la richiesta più forte sembra provenire dai giovani dei nuovi Stati membri (66% contro il 56% dell’Ue a 15).
Il maggior «peso» dell’Ue nella vita quotidiana va di pari passo con la richiesta che viene dai giovani di contare di più in Europa e di essere più ascoltati anche rispetto alle loro maggiori preoccupazioni e a quelle che dovrebbero essere le priorità   dell’Unione. Soltanto il 39% dei giovani europei è convinto che la sua voce conti in Europa; questa convinzione è più radicata nei più giovani e tra i giovani dei nuovi Stati membri.
Secondo i giovani le priorità   dell’Ue devono essere la lotta contro la disoccupazione (indicata dal 52%), la lotta contro la povertà   e l’esclusione sociale (45%) e il mantenimento della pace e della sicurezza in Europa (30%). La lotta alla povertà   e all’esclusione sociale è prioritaria per i giovani dei nuovi Stati membri; il mantenimento della pace e della sicurezza in Europa è, invece, più avvertito dai giovani tra i 15 e i 19 anni.
Malgrado il quadro generalmente improntato all’ottimismo, la costruzione dell’Unione Europea crea nei giovani una certa incertezza; il maggior timore, indicato dal 65% dei giovani e più avvertito nell’Ue a 15, è il trasferimento di posti di lavoro in Paesi in cui i costi della manodopera sono più contenuti. Un altro timore è legato al diffondersi del crimine organizzato internazionale e del traffico di droga. Questa segnalazione proviene dal 53% dei giovani; il dato disaggregato per sottogruppi di età   o per provenienza geografica rivela che questo timore è più sentito dai giovani al di sotto dei 20 anni (56%) e da coloro che provengono dai nuovi Stati membri (60%).
Per superare questi timori e queste perplessità   occorre lavorare per l’avvicinamento dei giovani all’Europa e per far comprendere loro l’organizzazione e le politiche dell’Unione. Questa operazione andrebbe condotta partendo dal superamento della disinformazione e del disinteresse che i giovani denunciano nei confronti dell’attualità  . Si dice interessato all’attualità   politica il 55% dei giovani (contro una percentuale che per la popolazione Ue è del 67%). L’interesse è più elevato nei giovani tra i 20 e i 24 anni e tra i giovani dell’Ue a 15 (57% contro il 46% dei nuovi Stati membri). Si dice ben informato il 47% de giovani; anche su questo dato si registrano consistenti distanze tra il sottogruppo dei giovani e la popolazione generale (58%) nonchà© tra diversi sottogruppi di giovani. In particolare i più adulti – 20/24 anni sono meglio informati dei più giovani e i giovani dei nuovi Stati membri sono meno informati dei loro coetanei dell’Ue a 15.
Forse questo disinteresse e questa disinformazione spiegano il fatto che l’identità   nazionale è ancora molto forte e radicata: il 58% dei giovani dice di sentirsi cittadino del proprio Stato e d’Europa; soltanto il 3% si definisce unicamente cittadino europeo. Lo sviluppo di una identità   europea passa, dunque, da azioni di informazione e coinvolgimento a favore delle quali si dichiarano tutti i cittadini europei.
Gli ultimi dati raccolti da Eurobarometro sono relativi alla situazione economica e al perseguimento degli obiettivi di crescita, competitività   e sviluppo stabiliti dalla Strategia di Lisbona. I giovani europei sono decisamente più ottimisti degli adulti e in maggioranza (68%) ritengono che l’economia europea migliorerà   nei prossimi cinque anni o addirittura (40%) che nello stesso lasso di tempo l’Europa possa diventare la prima potenza economica mondiale. Perchà© tali obiettivi possano essere raggiunti i giovani ritengono che si debba investire in formazione e acquisizione di competenze e di conoscenze.

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