Digitalizzazione: a che punto siamo nell’UE

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La Commissione europea ha pubblicato lo scorso giovedì 11 giugno 2020 la relazione sull’ Indice della digitalizzazione dell’economia e della società (DESI) 2020 che evidenzia un generale andamento in crescita di tutti gli Stati membri in materia di digitalizzazione.

I paesi che evidenziano le migliori performance digitali sono la Finlandia, la Svezia, la Danimarca, i Paesi Bassi (leader anche a livello mondiale), seguiti da Malta, Irlanda ed Estonia. L’Italia si colloca purtroppo al 25° posto su 28, perdendo due posizioni rispetto alla classifica precedente.

Il DESI rappresenta lo strumento attraverso il quale la Commissione monitora dal 2014 l’avanzamento e le prestazioni digitali dell’EU e dei singoli Stati membri. Esso misura cinque aspetti strategici legati al digitale: il livello di connettività, la diffusione di competenze digitali, l’uso di Internet da parte dei cittadini, l’integrazione delle tecnologie digitali nelle imprese e l’adozione di servizi pubblici digitali.

Connettività

Una moderna e robusta infrastruttura digitale con connessioni capillari, affidabili e veloci sull’intero territorio europeo è un elemento cruciale per fronteggiare sia dal punto di vista economico che sociale scenari imprevisti come quelli provocati dalla pandemia in corso. Per quanto riguarda appunto il livello di connettività, nel 2019 i cittadini europei sono stati più connessi rispetto agli anni precedenti ma è necessario accelerare la crescita con  investimenti in reti fisse e mobili ad altissima capacità. Si stima che il 78% delle famiglie europee possieda un abbonamento internet a banda larga. Infine, per quanto riguarda l’avvento della tecnologia 5G che introdurrà connessioni più numerosi e veloci, Finlandia, Germania, Ungheria e Italia rappresentano i Paesi in cui sono stati fatti i maggiori sforzi per non farsi trovare impreparati.

Capitale umano e Competenze digitali

La pandemia in corso ha evidenziato come le competenze digitali siano il fattore abilitante per accedere, beneficiare e diffondere contenuti informativi e servizi online. Purtroppo ancora gran parte della popolazione europea, per la precisione il 42%, non possiede competenze digitali di base, competenze altamente richieste dal mondo del lavoro. Pertanto sono numerose le difficoltà che le aziende incontrano quando si tratta di assumere specialisti in materie legate al digitale, come analisti di dati e sviluppatori di software.

Uso di internet da parte dei cittadini

Ben l’85% dei cittadini UE utilizza internet almeno una volta alla settimana, principalmente per chiamare amici e familiari tramite videochiamate, per effettuare operazioni bancarie e acquisti on line.

Integrazione delle tecnologie digitali nelle imprese

La digitalizzazione delle imprese è uno degli ingredienti chiave per la creazione di un mercato unico digitale all’interno dell’UE e sono numerose le iniziative e le misure proposte dall’UE al fine di favorire e incoraggiare il mercato elettronico, tutelando i consumatori e facilitando l’accesso ai servizi online e le consegne transfrontaliere. Purtroppo nel 2019 solo il 17.5% delle piccole e medie imprese (PMI) ha venduto online i propri servizi o prodotti, riscontrando ancora difficoltà nell’adozione di tecnologie digitali come i servizi in cloud e l’analisi dei dati da cui si possono trarre benefici sia economici sia in termini di maggiore efficienza. 

Servizi pubblici digitali

L’importanza di avere servizi digitali pubblici, come ad esempio la possibilità di inviare elettronicamente la ricetta medica al proprio farmacista o richiedere certificati e bonus senza riempire moduli cartacei e attendere in coda, si è rivelata quanto mai evidente in periodi come quello attuale caratterizzato dal distanziamento fisico.  Nel 2019, sia sul fronte della qualità che dell’utilizzo di servizi digitali pubblici c’è stato un generale miglioramento, il 67% dei cittadini usa ora servizi e procedure online anziché il 57% del 2014.

I dati contenuti nel report pubblicato nei giorni scorsi si riferiscono al 2019, per questo motivo il Regno Unito è ancora presente e le medie UE sono quindi calcolate su 28 nazioni. Inoltre è importante notare che il report non tiene in considerazione la crisi provocata dall’epidemia COVID19, che ha messo in chiara luce come il livello di digitalizzazione di un Paese, delle sue infrastrutture e dei sui cittadini e imprese, siano elementi cruciali nel determinare il livello di resilienza di una nazione in tempi come questi. 

Italia:

Nonostante un miglioramento nel punteggio complessivo attribuito al nostro Paese rispetto agli anni precedenti, l’Italia scende di due posizioni nella classifica dei Paesi europei, occupando tristemente il 25° posto su 28.

Il calo è  dovuto a un significativo miglioramento della Polonia sul fronte della connettività e da migliori performance da parte di Cipro. Da evidenziare in particolare come il nostro Paese si  collochi ultimo per quanto riguarda le competenze digitali, sia per quanto riguarda quelle di base che quelle specialistiche. Inoltre solo il 74% degli italiani utilizza internet, a fronte dell’84% su scala europea, posizionandosi 24° nell’UE per quanto riguarda l’utilizzo di internet. Le principali note positive riguardano invece la buona preparazione sull’avvento del 5G e l’offerta di servizi pubblici digitali che è al di sopra della media europea.

Approfondisci:

Indice di digitalizzazione dell’economia e della società – DESI 2020

DESI 2020: domande e risposte

Prestazioni dei paesi in ambito digitale

DESI 2020 methodology

Digital technologies – actions in response to coronavirus pandemic

Communication on Shaping Europe’s Digital Future

Strumento di visualizzazione dei dati

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