Diari d’Europa #80 – Democrazie in Europa, meglio se avanti negli anni

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Democrazie in Europa, meglio se avanti negli anni

L’Europa è, almeno formalmente, terra di democrazie: alcune più recenti, altre più antiche; alcune in buona salute, altre meno. È, tutto sommato, piuttosto una buona notizia, soprattutto se si guarda a quanto accade in altri continenti. È una buona notizia anche che buona parte di queste democrazie abbiano retto all’urto del Covid-19, nonostante qualche contenuto cedimento imposto dall’emergenza.
Colpisce come alcune di queste democrazie tradiscano la loro età, ma in genere alla rovescia, nel senso che, come il vino, migliorano invecchiando (salvo nel caso di un’antica democrazia, come quella degli USA, dove è dovuto intervenire l’esercito per fare rispettare alcune regole elementari al presidente Trump).
Lo fanno venire in mente giovani “democrazie“, come quelle dell’Est europeo in Polonia e Ungheria, o peggio, quella della loro coetanea Federazione Russa diventata “democrazia” esattamente trent’anni fa, il 12 giugno 1990, e che oggi ha ancora tanta strada da fare, sempre che non continui a slittare all’indietro.
Per tutti una lezione: le democrazie non sono immortali, per non morire devono essere salvaguardate e crescere con gli anni.
Vale anche per l’oltre settantenne democrazia italiana.