Diari d’Europa #387 – Unione europea e la deforestazione nel piatto

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Fa molto riflettere il recente rapporto pubblicato dal WWF “Stepping up: the continuing impact of EU consumption on nature”, dedicato all’impatto dei nostri consumi sulla natura e, in particolare, sulle foreste, in altre parti del mondo. Il rapporto calcola in effetti la parte di deforestazione inclusa nei prodotti importati (usati e consumati), dal quale risulta che l’Unione Europea, nel 2017, è stata il secondo più grande importatore di deforestazione incorporata nei prodotti, con una percentuale del 16% del commercio internazionale, subito dopo la Cina (24%) e seguita dall’India (9%), dagli USA (7%) e dal Giappone (5%).

Il rapporto non si limita tuttavia alle grandi percentuali, ma offre anche statistiche sul consumo pro-capite dei cittadini europei. I dati impressionano soprattutto se si valuta tale impatto al momento di mettersi a tavola, visto che una bistecca, un caffè, un pezzetto di cioccolato o una tortina a base di soja contribuiscono a far sparire qualche ettaro di foresta tropicale.

Risulta così che, in media, un olandese “frugale” mangia 18 metri quadrati di foresta tropicale all’anno, un belga 14 e un danese 11. Gli italiani si ritrovano fra i Paesi più “sobri”, con solo 6 metri quadrati a testa di deforestazione all’anno.

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Adriana Longoni
Tra i fondatori di APICE e a lungo vicepresidente, ha lavorato per molti anni nelle Istituzioni europee coordinando i progetti nell'ambito della cooperazione allo sviluppo e della politica di vicinato, in Guinea Conakry prima e in Caucaso poi. Gestisce l’Antenna di Bruxelles dell’Associazione.

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