Diari d’Europa #333 – Ue, giovani per ricostruire. E da ricostruire

43

La crisi economica e sociale del decennio scorso e l’irruzione della pandemia ad inizio del 2020 hanno avuto, e ancora avranno, un impatto pesantissimo sull’Unione Europea e sull’Italia.
L’appello del nuovo governo alla ricostruzione e alla centralità delle giovani generazioni non è solo un tema del futuro ma già un’esigenza presente, a cominciare dal lavoro.
Uno sguardo ai numeri mette qualche brivido: nell’eurozona, a metà 2020, la fascia di età tra i 15 e i 24 anni registra il 31,4 di occupati, in Germania il 47,9%, in Francia il 28,7% e in Italia solo il 16,7%, praticamente un terzo della Germania e metà della Francia.
Toccherà prevalentemente a questa generazione ricostruire una comunità in macerie, un cantiere dove una fascia crescente di popolazione, come capita di vedere con molti pensionati, verrà a vedere come procedono i lavori, senza più dare grandi contributi, salvo i nonni, stampella di un welfare in affanno.

Articolo precedenteGiovedì 25 febbraio: “Draghi: orizzonte Europa per l’Italia”
Articolo successivoDraghi: la strada in salita della ricostruzione
Franco Chittolina
Vicepresidente di APICEUROPA, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here