Diari d’Europa #307 – Unione Europea e energia verde

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Prosegue con risultati incoraggianti il lungo cammino dell’Unione Europea verso la neutralità climatica prevista per il 2050.

Secondo un rapporto pubblicato in questi giorni da un gruppo di studio tedesco, il 2020 è stato l’anno in cui, per la prima volta, le fonti di energia rinnovabili hanno superato, nel mix energetico europeo, l’energia prodotta dai combustibili fossili: 38,2% contro 37% per carbone, gas e olio combustibile. Un traguardo interessante, dovuto in particolare all’energia eolica e solare, che ha generato, nel 2020, un quinto dell’energia elettrica europea.

Anche in questo settore, le disparità fra Stati membri sono significative: in cima alla classifica si trova la Svezia, dipendente dai fossili solo per il 7% del suo consumo elettrico, mentre la Polonia si ritrova in fondo alla classifica con una dipendenza dai fossili dell’83%.

L’Italia è il quinto Paese europeo dove i combustibili fossili pesano ancora molto nel mix elettrico: il 57%, dovuto in particolare alla dipendenza dagli impianti termoelettrici a gas.

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Adriana Longoni
Tra i fondatori di APICE e a lungo vicepresidente, ha lavorato per molti anni nelle Istituzioni europee coordinando i progetti nell'ambito della cooperazione allo sviluppo e della politica di vicinato, in Guinea Conakry prima e in Caucaso poi. Gestisce l’Antenna di Bruxelles dell’Associazione.

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