Diari d’Europa #306 – Unione Europea: lavorare costa

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Di questi tempi qualcuno dimentica che il lavoro non solo fa girare il mercato dell’economia ma anche dà ossigeno alle casse dello Stato con contributi fiscali non proprio irrilevanti, ma non in misura eguale nell’Unione Europea.
Solo le “piccole” Grecia e Slovacchia “spremono” il lavoro più delle “grandi” con l’Italia davanti a Francia e Germania: ne risulta che per lo Stato italiano il prelievo fiscale sul lavoro rappresenta la principale fonte di entrate. Rispetto alla media UE siamo 5 punti percentuali sopra, ma con una pressione fiscale significativamente più forte per il datore di lavoro.
Non proprio uno stimolo per gli imprenditori ad investire né una misura equa di fiscalità tra chi lavora e gli altri, sempre che questi ultimi non sfuggano anche al fisco.

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Franco Chittolina
Vicepresidente di APICEUROPA, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.

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