Diari d’Europa #298 – Scienze al maschile nelle università europee?

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Che le giovani generazioni siano attirate dalle nuove tecnologie è un’evidenza. Meno nota è la quota di quanti giovani in Europa si formino nelle Università sul tema, in vista di esserne protagonisti attivi e non solo consumatori passivi.

Le statistiche rivelano qualche sorpresa per i Paesi UE, ma poche sorprese per la ripartizione tra maschi e femmine. Nella popolazione universitaria tra i 20 e i 25 anni quella femminile iscritta a corsi scientifici segna nell’UE una presenza media pari a metà di quella maschile (11% contro il 22%).

In testa alla classifica per Paese la Grecia, che raddoppia la media europea, seguita a distanza da Finlandia e Germania, con l’Italia nettamente sotto la media per i maschi ma molto vicina alla media per le femmine, segno che da noi la distanza tra i due generi si sta riducendo.

E almeno questa è una buona notizia.

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Franco Chittolina
Vicepresidente di APICEUROPA, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.

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