Diari d’Europa #168 – UE: settembre, ritorno al lavoro. Per chi e per quanto?

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UE: settembre, ritorno al lavoro. Per chi e per quanto?

Da qualche giorno gli europei, nelle condizioni diverse imposte dalla pandemia, sono tornati al lavoro. Qualcuno, non pochi, ci sono tornati stando a casa e lavorando in remoto; altri, molti, sono rimasti a casa in attesa che l’economia riparta, interrogandosi sul futuro del lavoro.Il lavoro che in Europa occupa volumi di tempo settimanale molto diversi: dalle 30,4 nella “operosa” Olanda alle 42,0 della “sfaticata” Grecia con l’Italia, che con 37,2 ore settimanali è in equilibrio con la media europea (37,1), praticamente insieme a Francia (37,3) e Spagna (37,7).Lontani questi Paesi latini di cultura “cattolica” dalle ore lavorate in quelli più ricchi e “rigoristi” di cultura “protestante” come, oltre la citata Olanda, la Danimarca (34,7), la Germania (34,9) e la Svezia (36,4).
Forse l’Europa non è quella dei “luoghi comuni” e delle leggende metropolitane secondo le quali a nord si lavora e a sud si fa vacanza.

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Franco Chittolina
Vicepresidente di APICEUROPA, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.