Diari d’Europa #154 – Tutti casa e ufficio? Non ancora

50

Tutti casa e ufficio? Non ancora

Lo si chiama in molti modi: tele-lavoro, lavoro da remoto, lavoro agile, per gli anglofili “Smart working”. Chi lo ha provato abbrevia in “casa e ufficio” e non tutti mostrano entusiasmo.Diversa la situazione del tele-lavoro in Europa nel 2019, prima del Covid-19: erano interessati il 37% dei lavoratori in Svezia e Olanda, il 27% nel Regno Unito, i 23% in Francia, il 12% in Germania, il 9% in Spagna e solo il 5% in Italia.A sentire le reazioni nel dopo-Covid le cose potrebbero cambiare: sembrano apprezzare l’esperienza l’82% degli svedesi, il 71% dei tedeschi, ma solo il 65% degli italiani.Ci vorrà ancora tempo per fare l’Europa del tele-lavoro. E per trovare un equilibrio tra tempo di vita e tempo di lavoro e per negoziare nuove regole a difesa dei lavoratori.

Articolo precedenteDiari d’Europa #153 – Clima, il giorno del sorpasso
Articolo successivoDiari d’Europa #155 – Diritto alle cure: un’iniziativa dei cittadini europei
Franco Chittolina
Vicepresidente di APICEUROPA, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.