Diari d’Europa #11 – Un virus “europeista”

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Un virus “europeista”

Un merito il coronavirus sembra averlo: quello di spingere, a fatica, l’Unione Europea a tornare unita. Lo sta finalmente cercando di fare con misure condivise per proteggere il lavoro e l’economia europea, ritrovando pezzi di solidarietà persi per strada in questi ultimi anni. Resta molto da fare ma con l’aiuto del virus qualche passo avanti si farà: lo capiremo meglio la settimana prossima.
Intanto c’è anche chi si chiede se il virus non potrebbe far fare anche un passo indietro all’orgoglio britannico, oggi alle prese con un contagio in rapida crescita. Boris Johnson, ancora febbricitante, si sarà forse finalmente accorto che la Manica non ferma il virus e che qualche utilità ci sarebbe a continuare a stare insieme in Europa. Intanto il negoziato per regolare il divorzio dall’UE va a rilento e sarà difficile concluderlo entro fine anno, come previsto. Di qui ad allora il virus potrebbe suggerire qualche ripensamento.

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Franco Chittolina
Vicepresidente di APICEUROPA, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.

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