Competitività tecnologica dell’Europa: come non rimanere indietro? 

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Il 5 marzo, in occasione della sessione plenaria del Comitato europeo delle regioni, le regioni e le città europee hanno richiesto un maggiore sostegno nella promozione di start-up e scale-up in tutti i territori per aumentare la competitività dell’UE, ancora lacunosa negli ecosistemi regionali e nelle competenze tecnologiche. Jozef Viskupič, membro di Renew Europe e presidente dell’autonomia di Trnava, una regione slovacca che opera come unità amministrativa separata, sottolinea che troppe start-up europee non crescono non perché mancanza di idee, ma per carenze  nei loro ecosistemi locali di competenze, capitale e connessioni. Si tratta di un’opinione condivisa da tutti i leader locali e regionali che, tramite la strategia dell’UE per le start-up e scale-up, richiedono investimenti pubblici a lungo termine, norme più semplici e maggiore sostegno alle regioni rurali e periferiche che stanno affrontando sfide industriali o demografiche. Inoltre, solo una governance multilivello che riunisca UE, Stati membri ed enti sul territorio può garantire successo alla strategia: un esempio è anche la richiesta di coinvolgere autorità regionali e locali nei piani nazionali per l’innovazione in linea con le priorità dell’UE. 

È importante sottolineare quanto sia necessaria maggiore sinergia tra Orizzonte Europa (il programma quadro dell’UE per la ricerca e l’innovazione 2021-2027), la politica di coesione ed il Consiglio europeo per l’innovazione al fine di colmare il divario tra ricerca e mercato e sbloccare il potenziale innovativo regionale sottoutilizzato. L’imminente legge europea sull’innovazione ed il 28º regime proposto per le imprese pongono sfide rilevanti, come la semplificazione delle procedure, minori oneri amministrativi ed un accesso armonizzato per le start-up nell’intera UE. Tuttavia ciò sarà possibile solo attraverso un’equa distribuzione geografica del capitale di rischio alle start-up e scale-up. 

Dunque, nell’ormai ritmo frenetico della corsa all’innovazione tecnologica, l’Europa non può e non deve perdere terreno, siccome si ritrova già indietro rispetto alle superpotenze ed alle potenze emergenti. L’unico modo per evitare ciò è non trascurare le regioni rurali e periferiche, che costituiscono i capillari che garantiscono poi il funzionamento del grande organo tecnologico che l’Europa deve sviluppare. 

Per approfondire: Le regioni chiedono una strategia dell’UE per le start-up basata sul territorio per rafforzare la competitività dell’Europa

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