Brevissima lettera agli amici inglesi

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Cari amici,

Questo 2020 è stato un anno che difficilmente riusciremo a dimenticare. La pandemia di Covid 19 ha improvvisamente ribaltato le carte delle nostre certezze, delle nostre abitudini e del nostro modo di vivere affetti ed amicizie. Abbiamo comunque capito che la pandemia ci metteva di fronte ad un profondo quesito e ad una scelta : si vincerà solo se lotteremo tutti insieme e se troveremo gli strumenti adatti della solidarietà e della fiducia reciproca.

Dopo quasi cinque anni di negoziati, questo 2020 agli sgoccioli ha anche messo fine alla complicata vicenda del Brexit: alla vigilia di Natale con imbarazzante euforia il Primo Ministro Boris Johnson ha salutato la vittoria e l’uscita definitiva del vostro Paese dall’Unione Europea. 

Non posso dire che questo vostro allontanamento mi lasci indifferente, anzi. E’ una separazione che lascia dietro di sé un forte senso di fallimento nella costruzione di una storia comune, iniziata negli anni settanta e proseguita con alterne difficoltà fino al 2016, anno del referendum e del vostro tagliente verdetto. 

Nel frattempo, abbiamo vissuto insieme, abbiamo circolato in Europa e condiviso storia e bellezze, ci siamo scambiati cooperazioni e collaborazioni in tanti settori e in particolare nel campo culturale ; tutti i nostri studenti apprezzavano infatti le vostre Università ed erano sempre fieri di aver vinto una borsa di studio. Non solo, ma quanti studenti inglesi attraversavano la Manica e non esitavano a condividere studi, esperienze e baldorie con gli studenti dell’Unione, da Roma a Madrid, da Parigi a Barcellona, da Copenhagen ad Atene. 

Improvvisamente, da questa vigilia di Natale 2020, quel motto dell’Unione “Uniti nella diversità”, ha assunto un’espressione più triste, quasi di maggiore consapevolezza delle sensibili difficoltà che un tale concetto presuppone. E’ certamente una sfida alla quale l’Unione non si sottrarrà mai e non solo per difendere  i valori sui quali poggiano le sue fondamenta, ma anche per far fronte a tutte le sfide globali che si incrociano sul nostro Pianeta. 

Leggevo con inquietudine sui cartelli che sventolavano a sostegno del Brexit parole che pensavo assorbite in un concetto più vasto di democrazia fra gli Stati all’interno dell’Unione Europea:”Indipendenza, libertà, sovranità, identità…”. Evidentemente vivevate in modo diverso quel concetto e ho capito che le vostre ambizioni volavano lontano dai nostri confini, alla ricerca forse di un glorioso passato  che rientrasse nel presente e guidasse il vostro futuro.

E’ quindi con amarezza che colgo questa vostra partenza e mi auguro  che non venga mai meno un dialogo costruttivo fra le due sponde della Manica. Good bye, my friends…

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