UE bersaglio delle elezioni nazionali

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Ormai ci siamo, il gran ballo delle elezioni è avviato, nel mondo e in Europa. Nel mondo, dove il 25 ottobre andrà ad un difficile ballottaggio il principale Paese dell’America Latina, il Brasile; il 27 ottobre Israele, cui dobbiamo conflitti sanguinosi in Medio Oriente insieme con gli Stati Uniti che avranno il 2 novembre le elezioni di metà mandato, dalle quali dipenderà non poco del futuro anche dell’Unione Europea.

Su questo sfondo di consultazioni elettorali nel resto del mondo si profilano importanti elezioni nell’Unione Europea, anche prima di quanto previsto dopo la decisione del Primo ministro socialista, Pedro Sanchez, di anticipare al 29 novembre il voto in Spagna.

Seguiranno, non è ancora chiaro in che ordine, le elezioni presidenziali in Francia e quelle legislative in Italia e Polonia, oltre che in Grecia e in altri Paesi UE. Tra questi non è da escludere  un voto anticipato nella Germania in crisi del Cancelliere Merz, già alle prese il 30 gennaio prossimo con il voto per la Presidenza federale.

Questa concentrazione di tornate elettorali sarà l’occasione per una riconfigurazione della mappa politica europea, già di suo fluida e a rischio di tracimare allo stato gassoso, al punto di togliere fiato alla “governance” dell’Unione Europea. 

Questa era uscita dalle ultime elezioni per il Parlamento europeo del 2024 con una fragile maggioranza di centro-sinistra, evoluta in questi ultimi tempi verso una forte curvatura a destra, in alcuni casi anche con il soccorso della destra estrema.

Fa riscontro a questa mappa di oggi al Parlamento di Strasburgo, quella della Commissione europea e del Consiglio UE dei governi nazionali. E’ netta nella Commissione, organo ufficialmente indipendente politicamente, la prevalenza di componenti del centrodestra e, ancora più netta, la colorazione politica delle maggioranze alla guida dei Paesi membri UE, dove prevalgono di gran lunga governi di destra, anche in coalizione con destre estreme, mentre si contano sulle dita di una mano le altre coalizioni.

Questa mappa politica, esposta in Paesi importanti dell’Unione all’emergere di forti polarizzazioni alle ali estreme dell’arco parlamentare, deve anche confrontarsi con la ripresa di crescenti movimenti sociali, come in Francia, Spagna e Belgio, con qualche fremito in Italia, che rendono incerti i futuri risultati elettorali. 

In tale contesto appare chiaro che, con motivazioni in parte diverse, le elezioni nazionali avranno come posta in gioco, se non come bersaglio, l’Unione Europea che una maggioranza di forze politiche tende ad indebolire dall’interno, privilegiando spinte identitarie nazionali, come nel caso del tema migratorio, e frenando la solidarietà a sostegno dell’Ucraina minacciata, insieme con l’UE, dall’aggressività russa.

Sono considerazioni che spingono una maggioranza di osservatori a temere per la prosecuzione del progetto di integrazione europea, declassandolo ad una blanda cooperazione inter-governativa, da tempo già in corso. E questo proprio nel momento in cui solo un’Unione Europea rafforzata e coesa potrebbe rispondere alla sfida del caos mondiale e ai rischi di una crisi economica e finanziaria di grandi dimensioni, annunciata da eventi bellici all’origine di una pericolosa crescita dei debiti pubblici che non mancherà di alimentare ulteriormente l’inflazione e il costo dei relativi interessi per i Paesi più esposti, come Italia e Francia.

Si profila così per l’Unione Europea una tempesta perfetta nella quale si intrecciano le turbolenze mondiali, il crescente disagio economico e sociale dei cittadini europei con l’assenza di una autorevole e coesa cabina di regia sovranazionale UE alle prese con governi nazionali preoccupati di mettere in salvo il loro immediato consenso elettorale, anche a spese del futuro dell’Unione Europea.

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Franco Chittolina
Vicepresidente di APICEUROPA, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.

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