Non si finisce mai di imparare: l’educazione permanente come politica prioritaria

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Lo studio “L’educazione degli adulti come priorità politica: una panoramica delle iniziative dell’UE e il caso dell’Unione delle competenze (“Adult Education as a Policy Priority: An Overview of EU Initiatives and The Case of The Union of Skills”, Esposito, Ghio 2026) pubblicato dall’Osservatorio Sociale Europeo (Centro di ricerca basato a Bruxelles) esamina l’importanza dell’educazione degli adulti come prevenzione dell’obsolescenza delle competenze della forza lavoro e del crollo del capitale umano.

Dal primo capitolo emerge come l’educazione permanente costituisca ancora una zona grigia nell’elaborazione delle politiche. Il gruppo di pratiche a cui è legata (aggiornamento, riqualificazione professionale, educazione lungo tutto l’arco della vita…) ha consentito l’adattarsi del concetto al cambiamento nel mondo del lavoro e, malgrado i suoi ancora incerti contenuti, un’adozione generalizzata di esso.  Tuttavia questo rende più difficile definire e identificare strumenti e beneficiari di progetti correlati.

Nel secondo capitolo, la ricerca dell’Osservatorio espone le difficoltà relative al controllo della formazione continua in Europa. La sua presenza in diversi settori politici, non sempre di competenza dell’Unione, rende impossibile un approccio sistematico e coerente. Negli ultimi anni infatti, la Commissione europea ha fatto ricorso ad un approccio ibrido, con finanziamenti concreti e obiettivi comuni, oppure cercando di sfruttare settori di competenza UE che avessero ricadute su settori di competenza nazionale. 

I benefici di un’educazione permanente vanno dall’aumento delle capacità innovative, che permettono di rispondere coerentemente ai cambiamenti repentini a una risposta economica per il declino demografico: l’assunzione di neolaureati diminuisce con il tempo e tenere un personale aggiornato diventa sempre più difficile.

Inoltre gli studi di istituzioni dedicate sono stati spesso limitati dall’incertezza del campo, che ha permesso solo risultati parziali. E’ il caso dell’Unione delle Competenze, trattato nel terzo capitolo, una strategia adottata nel 2025 dalla Commissione europea con l’obiettivo di semplificare i processi di aggiornamento e riqualificazione professionale su scala europea.

In conclusione, nonostante l’approccio e il sostegno a livello europeo, l’educazione permanente rimane competenza politica degli Stati membrirendendo la futura politica del lavoro fragile e difficile da controllare.

Per saperne di più:   Adult Education as a Policy Priority 

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