Le elezioni regionali in Germania come punto di non ritorno per l’Europa

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Settembre sarà un mese decisivo per la Germania e non solo.


In queste settimane, le regioni tedesche della Sassonia-Anhalt, Meclemburgo-Pomerania Anteriore e Berlino andranno a elezioni, in uno scenario segnato dalla crescita impressionante del partito di ultradestra Alternative für Deutschland (AFD).
In particolare, in Sassonia-Anhalt c’è la possibilità non remota che ottenga da solo la maggioranza assoluta del parlamento regionale, il che costituirebbe la prima volta dall’era nazista di un partito di estrema destra al potere.


Dopo anni di crescita e radicamento, soprattutto nella Germania orientale e tra le classi sociali più povere, marginalizzate e sfiduciate nei confronti dei partiti tradizionali, AFD rischia di cambiare il volto della politica tedesca.


Nato nel 2013 e consolidatosi negli anni su posizioni euroscettiche e xenofobe, il partito ha finora subito la politica del “cordone sanitario”, ossia il rifiuto da parte delle forze politiche tradizionali di allearsi con esso, a maggior ragione dopo essere stato classificato come
organizzazione estremista incompatibile con l’ordine democratico
.
Contrariamente ai risultati attesi, l’esclusione politico-istituzionale sembra aver dato linfa vitale al partito, e difficilmente sarà replicabile se AFD dovesse, come dicono i sondaggi, ottenere percentuali elevate.


Negli ultimi anni, la piattaforma politico-ideologica di AFD si è consolidata attorno a quattro pilastri: una connotazione etnica del popolo tedesco, in contrasto con l’impostazione multi-culturale della società odierna; la remigrazione dei migranti ritenuti culturalmente non
assimilabili, anche se regolari; il negazionismo climatico, che si traduce nell’opposizione alla transizione energetica; il disgelo dei rapporti con la Russia, rimuovendo le sanzioni e ripristinando l’importazione di gas, in contrasto con il piano europeo REPowerEU.


A rischio la tenuta del governo federale, già fortemente delegittimato, i cui partiti di centro-destra e centro-sinistra (rispettivamente CDU e SPD) potrebbero accusare il colpo in caso di disfatta elettorale, con le ipotesi di rimozione del cancelliere Merz (analogamente a Starmer
nel Regno Unito) o, addirittura, di elezioni nazionali anticipate al 2027.


In tal caso, si profilerebbe il probabile ingresso di AFD alla guida del governo tedesco, che a sua volta potrebbe generare un terremoto nell’Unione Europea, dato il ruolo egemone esercitato dalla Germania e la direzione che imprimerebbe un’impostazione radicalmente
euroscettica e nazionalista, ad esempio su temi come immigrazione, frontiere, clima e integrazione comunitaria. Ancor di più se si pensa alla crescita di movimenti politici “gemelli” nel resto d’Europa, dal duo Le Pen/Bardella in Francia a Vannacci, Abascal e Farage.


Come già successo in passato, delle semplici elezioni regionali acquisiranno un significato politico talmente rilevante che non potrà essere ignorato né a livello nazionale né europeo.


Per approfondire:

C’è un’elezione molto importante in Germania

Le elezioni in Germania ora fanno paura: in Sassonia-Anhalt l’estrema destra corre per il
potere


Sassonia-Anhalt: è il momento dell’AfD?

Friedrich Merz will lose Sunday’s regional election — whatever the result

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Gabriele Giordano
Sono laureato in Scienze Politiche e credo in un'informazione di qualità che riesca a coinvolgere i cittadini, soprattutto i giovani, nei processi democratici.

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