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Franco Chittolina

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presidente di APICE, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.

Il vestito di arlecchino dell’Unione Europea

Le recenti decisioni del Consiglio europeo dei Capi di Stato e di governo in merito alla designazione dei vertici delle Istituzioni europee hanno ancora una volta messo in evidenza le differenze politiche nell’Unione Europea e la difficoltà di interpretarne gli equilibri. #editoriale

UE: e adesso rispettare il Parlamento europeo

Le vicende tortuose delle nomine dei nuovi Vertici europei non hanno fatto bene né alle nostre democrazie nazionali né a quella dell’Unione. E’ questione complessa, ma troppo decisiva per il futuro delle nostre stanche democrazie rappresentative per non provare a fare un po’ di chiarezza, limitandoci alla democrazia in costruzione nell’UE. #editoriale

Governare l’Europa delle differenze

Alla fine, dopo un negoziato che rischiava di avvitarsi su se stesso, è stata messa in campo una squadra che non è il massimo per innovazione, salvo due donne ai due vertici più importanti, ma certo non per appartenenze politiche o nazionali, sacrificando però gli equilibri della potenziale maggioranza in Parlamento, scatenando il malumore dei socialisti per l’esclusione di un forte profilo come quello dell’olandese Timmermans e provocando la dura opposizione dei Verdi. #editoriale #EUtopjob

UE: il nuovo che stenta ad avanzare

All'indomani delle elezioni europee, la riunione dei Capi di Stato e di governo a Bruxelles la settimana scorsa era un test importante: un’occasione per constatare che cosa avessero capito del voto i massimi responsabili politici europei e quale il seguito da darvi.

Più democrazia nella nuova Europa

Le turbolenze finanziarie, e poi economiche e sociali, che hanno investito l’Unione Europea nello scorso decennio hanno avuto, tra gli altri risultati, quello di contribuire a logorare ulteriormente la vita democratica comunitaria e, allo stesso tempo, ad occultarne la gravità dietro alle pesanti conseguenze della crisi che pure di quel logoramento sono state una componente sostanziale. #editoriale

Democrazia e solidarietà nella nuova Europa

È partita bene la nuova legislatura europea che porterà l’UE verso il 2024. E’ stato un buon viatico per la futura vita democratica il forte incremento di partecipazione, anche se solo un cittadino europeo su due si è recato alle urne: segno che per la democrazia nell’Unione resta ancora molto da fare. #editoriale

Conte e i conti con l’UE

Ci risiamo. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il suo Ministro dell’economia e delle finanze, Vice-primi ministri permettendo, dovranno adesso trovare argomenti e coraggio per rispondere al messaggio arrivato giorni fa da Bruxelles a proposito del risanamento dei conti pubblici italiani. #editoriale

MiniBot: mega bluff o prove di “italexit”?

Sempre più difficile da decifrare la politica italiana. Ne è l’ennesimo esempio la vicenda che tiene banco in questi giorni con la proposta della Lega di ricorrere a dei “minibot” per saldare i debiti della pubblica amministrazione. #editoriale

L’Europa esiste e resiste

A una settimana dalle elezioni è diventata più chiara, ma anche nuova e più complessa, la geografia politica dell’Unione Europea.

Ne avevamo proprio bisogno

Ci mancavano proprio i consigli e i giudizi del signor Donald Trump. Non tanto quelli sulle signore che apprezza o detesta quanto piuttosto sulle prospettive politiche che si augura o che suggerisce quando va in trasferta. #contromano

Dall’Europa un invito a ripartire

Dal voto europeo sono venute buone notizie per questo continente alla ricerca del suo futuro.È stata una buona notizia il balzo di...

E la battaglia in Europa continua

La battaglia elettorale è appena terminata – in Italia forse appena sospesa – e già si apre un nuovo fronte, come era previsto, anche se con qualche sorpresa. La sorpresa, oltre l’incremento della partecipazione al voto, per qualcuno è stata il mancato successo dei sovranisti, con un bottino attorno a un quarto dei consensi espressi, e la buona tenuta della famiglia politica degli europeisti, non senza qualche importante smottamento al loro interno, riequilibrato dal successo di liberali e Verdi.

Salvini a salve contro l’UE

“Andare CONTROMANO è rischioso, ma si vede la gente in faccia” Il ministro della legittima difesa a mano armata...

Una Nuova stagione nell’Unione Europea

Qualcosa già l’avevano annunciato i sondaggi, qualcosa di più un nuovo fremito avvertito nelle numerose e partecipate mobilitazioni delle ultime settimane e,...

Un voto per spingere l’Ue a ripartire

Il 26 maggio il voto è libero ma questa volta, per la particolare stagione che viviamo, è anche obbligatorio. Come obbligatorio è non sbagliarsi nella scelta: orienterà la vita futura di tutti noi, quella dei più giovani in particolare. Se sbagliamo, dovremo aspettare maggio del 2024 per riparare l’errore. Potrebbe essere tardi.

Il 27 maggio l’avventura europea continua…

Il voto del 26 maggio ci aiuterà a capire quale è lo stato di salute dell’Unione Europea, quale l’adesione dei suoi cittadini al progetto di integrazione europea, quali i progressi realizzati, quali le occasioni perse e gli errori fatti in questi quasi settant’anni di vita insieme e quali le strade per ricostruire la casa comune europea.

Il 26 maggio l’Unione Europea al bivio?

“Essere a un bivio” indica una strada che biforca, proseguendo in avanti, in due o più direzioni diverse. Oggi l’Unione Europea, prima di affrontare il bivio, è destinata a scegliere qualcosa di più fondamentale: deve scegliere il suo futuro senso di marcia, se andare avanti o tornare indietro, il bivio verrà dopo.

C’è un giudice in Europa

Per Bertold Brecht era la storia di un mugnaio di cui il prepotente imperatore Federico II di Prussia voleva far abbattere il mulino, responsabile di rovinargli la vista del paesaggio dal suo castello. Il mugnaio però gli resisteva ripetendosi che “ci sarà un giudice a Berlino” a difendere il suo buon diritto, come infatti accadde. #contromano

Una fredda primavera per l’Italia nell’UE

Non c’è solo il meteo a raffreddare la primavera in Italia. Aria fredda, se non gelida, soffia anche sull’economia italiana: proviene da turbolenze internazionali e dalla crescente incertezza della politica italiana, il tutto segnalato dalle “Previsioni di primavera” appena rese note dalla Commissione europea. #editoriale

Dai barconi ai balconi

Il governo del cambiamento è, come giusto, agile nel cambiare. Le sue due incomponibili componenti passano disinvoltamente da essere maggioranza ma anche opposizione, dalle risse che dividono alle poltrone che uniscono, dalle priorità degli uni che, per definizione, non possono essere quelle degli altri e avanti così, tutti insieme allegramente. #contromano

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