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Franco Chittolina

Franco Chittolina
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presidente di APICE, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.

Visioni e divisioni d’Europa

Stenta a decollare il dibattito sul futuro dell’Europa e non sono sufficienti i “manifesti” che circolano per capire quali saranno le politiche proposte e le possibili alleanze per sostenerle. #editoriale

T.A.V.: Tirare A Vivacchiare

“Andare CONTROMANO è rischioso, ma si vede la gente in faccia” Mentre in Europa comincia a prendere quota la...

Passione e ragione per l’Europa

Forse un alito nuovo spira in Europa: cominciamo di qui. Qualcosa di nuovo che si manifesta molto di più nei movimenti sociali che non ancora nei Palazzi della politica. Come la sorprendente mobilitazione avviata da una ragazzina svedese di sedici anni, Greta Thunberg, che in poco tempo ha visto scendere in strada centinaia di milioni di persone, giovani soprattutto, in lotta contro i cambiamenti climatici. E in tanti torneranno in strada il 15 marzo. #editoriale

Tempo di bilanci nell’Unione Europea

Mancano meno due anni alla scadenza dell’adozione delle Prospettive finanziarie 2021-2027 e non c’è più tempo da perdere per negoziati che si annunciano difficili e che riprenderanno nel corso di marzo, mentre crescono le tensioni tra le parti, in particolare in seno al Consiglio dei ministri, autorità di bilancio insieme con il Parlamento europeo. #EUBudget

Arrivare vivi alle elezioni europee

Non è un bello spettacolo assistere alla paralisi della politica mentre i giorni passano, l’economia perde terreno, il deficit si avvia a sforare la soglia convenuta e il debito a non scendere sotto quota 132% sul Pil, oltre il doppio di quel 60% verso il quale l’Italia si era impegnata ad avviarsi. #editoriali

Quota 100 per l’Unione europea

Anche per l'Unione Europea esiste una quota 100, che qualcuno vorrebbe si traducesse con una sua pensione anticipata. Per altri quota 100 è l’altitudine da conquistare tra poco meno dei 100 giorni che ci separano dalle elezioni del 26 maggio per il Parlamento europeo, indicate da molte parti, mentre si moltiplicano i sondaggi, come il “giorno del giudizio” dal quale dipenderebbe il futuro dell’Europa. #editoriale

Italia sempre più sola nell’Ue

Ha fatto molto parlare e scrivere in questi giorni il richiamo a Parigi per consultazione dell’ambasciatore francese in Italia, una decisione grave, che tra i due Paesi non si vedeva dal 1940, al tempo del fascismo, e mai si era vista tra Paesi membri fondatori dell’Unione Europea. #editoriale

Un gregge di capri espiatori

Come previsto, la notizia sulla recessione in Italia è arrivata puntuale, certificata dall’Istat. Difficile prendersela con il nostro apprezzato Istituto di statistica, tra l’altro ormai a guida leghista. Urgente quindi trovare altri capri espiatori, meglio ancora se il gregge è numeroso. #editoriale

Germania Francia Italia: il triangolo che manca

Nelle stesse ore in cui rappresentanti del governo italiano attaccavano quello francese, portando sul banco degli accusati il modesto franco CFA, moneta di riferimento in Africa centrale agganciata all’euro, il presidente francese #Macron firmava ad Aquisgrana, la città di Carlo Magno, un nuovo patto con la Germania della Cancelliera Angela #Merkel.

Chi dovrebbe vergognarsi in Europa

E’ in edicola in questi giorni un settimanale italiano con urlato in copertina il titolo “Vergogna Europa” e, nel sottotitolo, “Un grande reportage e un “j’accuse” a un Continente che ha perso l’anima”. Si tratta di un periodico non privo di pretese cultural-politiche, con qualche firma di qualità, anche se spesso incline a rottamare tutto quanto passa a tiro, da sinistra a destra, non senza qualche effetto devastante quando cede alla tentazione di sparare nel mucchio. #editoriale

Brexit: una storia infinita e un avvenire incerto

“#Brexit is Brexit” e andremo fino in fondo: lo aveva detto con britannica determinazione il Primo ministro Theresa May, dopo aver avviato il 29 marzo 2017 la procedura di divorzio del Regno Unito dall’Unione Europea. Per adesso il risultato è che rischia di andare a fondo il governo britannico, incapace di trovare una soluzione all’azzardo del referendum. #editoriale

Farnesina “equidistante” dall’Ue

Parlando dalla Farnesina, sede del ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il ministro Moavero resta fedele alla politica della “equidistanza” che ha caratterizzato la nostra diplomazia negli ultimi decenni. Non per nulla la geografia ci fa galleggiare nel Mediterraneo, a metà strada tra l’Europa e l’Africa e la geopolitica ci ha indotto a infinite acrobazie tra USA e Russia, tra mondo arabo e Israele e non solo. #contromano

Un’Europa senza anima e senza cuore?

Non v'è dubbio che questa Unione abbia avuto tra i suoi Padri fondatori grandi statisti di ispirazione cristiana: delle loro convinzioni si trovano sicure tracce nella formulazione dei Trattati che, pur mantenendosi rispettosamente laici, si richiamano nei loro principi fondativi a valori in cui i cristiani d’Europa non avevano difficoltà a riconoscersi. Ma non sempre dichiarare principi significa metterli compiutamente in esecuzione, anzi. Risuonano ancora oggi ironiche e lucide la parole dello scrittore Mark Twain: “Appoggiatevi forte sui principi, finiranno per cedere”. #editoriale

2019: per l’Ue quattro anniversari

Quarant’anni fa, nel maggio del 1979, per i cittadini europei vi fu la prima elezione a suffragio diretto del Parlamento europeo; nel 1989 l’abbattimento del Muro di Berlino rappresentò un avvenimento dirompente per la storia dell’Europa e non solo; nel 1999 l’euro fece la sua prima discreta apparizione nelle transazioni finanziarie e, infine, nel 2009 deflagrò la più grave crisi finanziaria, economica e sociale dell’Unione Europea. #editoriale

Giustizia vs legalità

La ribellione in corso dei sindaci contro il Decreto (in)Sicurezza non rivela solo una tensione crescente tra poteri locali e governo nazionale, arricchendola di nuovi conflitti e mettendo sotto pressione la diffusa domanda di autonomia che potrebbe segnare l’inizio di una nuova stagione politica in Italia. #contromano

Lettera a Theresa May

"Le scrivo mentre è sola - sempre meglio comunque che con Boris Johnson- e assediata non tanto dagli altri 27 Paesi UE che, miracolosamente compatti, continuano a volerLe bene e a coccolarLa, quanto piuttosto accerchiata dai Suoi, amici conservatori e avversari laburisti, che La vogliono estromettere dal governo. Ma Lei resiste al timone di una barca in tempesta, pur senza sapere quale rotta seguire" #editoriale

Meno male che l’Europa c’è. Ancora

Adesso che la manovra finanziaria meno male (più male che bene) c’è, viene spontaneo dire “meno male che l’Europa c’è”. E pensare che dal governo sono venute accuse di pretesa mancata democrazia nell’Ue. Meno male che l’Europa c’è. Che c’è ancora. #contromano

2018: per l’Ue ancora un anno turbolento

Si avvia a conclusione un altro anno difficile per l'Unione Europea e non è di molta consolazione che altrove sia anche andato peggio. #editoriale #2018

Il ministro che spara a salve

In questi mesi ha sparacchiato in tutte le direzioni, da nord a sud in Italia e contro un po000f tutti in Europa, uno dei suoi bersagli preferiti. Ma “nomen omen” e il nostro finisce, fortunatamente, per sparare a salve: molto rumore ma poche prede nel carniere. #contromano

I fronti caldi dell’Unione Europea

Non è da oggi che l’Unione Europea è sotto attacco; lo è stata in modo crescente in questi ultimi tempi da parte dei movimenti nazionalpopulisti diffusisi un po’ ovunque, ma lo è particolarmente in questa vigilia natalizia non proprio serena per le Istituzioni europee. I loro massimi responsabili lasceranno gli incarichi nel corso dell’anno prossimo, ma non prima di provare a dare una risposta ad alcune urgenze che la stanno pressando da più parti. #editoriale

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