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Franco Chittolina

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presidente di APICE, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.

Brexit: una storia infinita e un avvenire incerto

“#Brexit is Brexit” e andremo fino in fondo: lo aveva detto con britannica determinazione il Primo ministro Theresa May, dopo aver avviato il 29 marzo 2017 la procedura di divorzio del Regno Unito dall’Unione Europea. Per adesso il risultato è che rischia di andare a fondo il governo britannico, incapace di trovare una soluzione all’azzardo del referendum. #editoriale

Farnesina “equidistante” dall’Ue

Parlando dalla Farnesina, sede del ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, il ministro Moavero resta fedele alla politica della “equidistanza” che ha caratterizzato la nostra diplomazia negli ultimi decenni. Non per nulla la geografia ci fa galleggiare nel Mediterraneo, a metà strada tra l’Europa e l’Africa e la geopolitica ci ha indotto a infinite acrobazie tra USA e Russia, tra mondo arabo e Israele e non solo. #contromano

Un’Europa senza anima e senza cuore?

Non v'è dubbio che questa Unione abbia avuto tra i suoi Padri fondatori grandi statisti di ispirazione cristiana: delle loro convinzioni si trovano sicure tracce nella formulazione dei Trattati che, pur mantenendosi rispettosamente laici, si richiamano nei loro principi fondativi a valori in cui i cristiani d’Europa non avevano difficoltà a riconoscersi. Ma non sempre dichiarare principi significa metterli compiutamente in esecuzione, anzi. Risuonano ancora oggi ironiche e lucide la parole dello scrittore Mark Twain: “Appoggiatevi forte sui principi, finiranno per cedere”. #editoriale

2019: per l’Ue quattro anniversari

Quarant’anni fa, nel maggio del 1979, per i cittadini europei vi fu la prima elezione a suffragio diretto del Parlamento europeo; nel 1989 l’abbattimento del Muro di Berlino rappresentò un avvenimento dirompente per la storia dell’Europa e non solo; nel 1999 l’euro fece la sua prima discreta apparizione nelle transazioni finanziarie e, infine, nel 2009 deflagrò la più grave crisi finanziaria, economica e sociale dell’Unione Europea. #editoriale

Giustizia vs legalità

La ribellione in corso dei sindaci contro il Decreto (in)Sicurezza non rivela solo una tensione crescente tra poteri locali e governo nazionale, arricchendola di nuovi conflitti e mettendo sotto pressione la diffusa domanda di autonomia che potrebbe segnare l’inizio di una nuova stagione politica in Italia. #contromano

Lettera a Theresa May

"Le scrivo mentre è sola - sempre meglio comunque che con Boris Johnson- e assediata non tanto dagli altri 27 Paesi UE che, miracolosamente compatti, continuano a volerLe bene e a coccolarLa, quanto piuttosto accerchiata dai Suoi, amici conservatori e avversari laburisti, che La vogliono estromettere dal governo. Ma Lei resiste al timone di una barca in tempesta, pur senza sapere quale rotta seguire" #editoriale

Meno male che l’Europa c’è. Ancora

Adesso che la manovra finanziaria meno male (più male che bene) c’è, viene spontaneo dire “meno male che l’Europa c’è”. E pensare che dal governo sono venute accuse di pretesa mancata democrazia nell’Ue. Meno male che l’Europa c’è. Che c’è ancora. #contromano

2018: per l’Ue ancora un anno turbolento

Si avvia a conclusione un altro anno difficile per l'Unione Europea e non è di molta consolazione che altrove sia anche andato peggio. #editoriale #2018

Il ministro che spara a salve

In questi mesi ha sparacchiato in tutte le direzioni, da nord a sud in Italia e contro un po000f tutti in Europa, uno dei suoi bersagli preferiti. Ma “nomen omen” e il nostro finisce, fortunatamente, per sparare a salve: molto rumore ma poche prede nel carniere. #contromano

I fronti caldi dell’Unione Europea

Non è da oggi che l’Unione Europea è sotto attacco; lo è stata in modo crescente in questi ultimi tempi da parte dei movimenti nazionalpopulisti diffusisi un po’ ovunque, ma lo è particolarmente in questa vigilia natalizia non proprio serena per le Istituzioni europee. I loro massimi responsabili lasceranno gli incarichi nel corso dell’anno prossimo, ma non prima di provare a dare una risposta ad alcune urgenze che la stanno pressando da più parti. #editoriale

Giovani e lavoro nell’“Italiaeuropa” di oggi e di domani

Marco Bentivogli, segretario generale dei metalmeccanici Fim-Cisl, interverrà a Cuneo lunedì 17 dicembre (alle 18, nella sala Falco - in Provincia) in un incontro-dibattito aperto a tutti. Sul tema di grande attualità “#Italiaeuropa, per i giovani e per il lavoro” introdurrà il dibattito Franco Chittolina (Apice) e lo intervisteranno i giovani di “Monviso in movimento” che organizza l’incontro. Riportiamo l'intervista apparsa ieri su La Guida, nella quale risponde ad alcune domande sulla realtà di oggi e del prossimo futuro del mondo del lavoro, del sindacato, dello stato sociale, dell’Europa.

È ora di sventolare la bandiera europea

Quando ci vuole, ci vuole. Come per l'alcol, l'uso della bandiera va fatto con moderazione. Qualcuno - magari fossero molti di più- ha ancora memoria di quando le bandiere aizzavano alla guerra degli uni contro gli altri in Europa. E sono tristi ancora oggi le bandiere che avvolgono le bare dei nostri militari morti per ristabilire la pace nel mondo. Ma è proprio perché le scene di un tempo non si ripetano più che oggi APICE ha deciso, insieme con altri movimenti europei, di invitare chi ha a cuore la pace a fare sventolare la bandiera europea ai balconi delle nostre case.

Un’Unione Europea di popoli inquieti

Ha molti popoli e volti diversi l’Europa, li ha sempre avuti e speriamo li abbia sempre. Siamo il continente delle diversità e il nostro orizzonte resta quello di un’identità plurale, rispettoso delle culture di ciascuno e impegnato a farle convivere pacificamente. #editoriale

Diritti dei migranti: l’onore a rischio dell’Italia

Fiducia, credibilità e affidabilità sono ingredienti essenziali della buona politica, che si tratti di relazioni tra persone o tra Istituzioni. Una domanda viene spontanea di questi tempi in Italia: quanto può essere affidabile un Paese il cui Presidente del Consiglio, incontrando a giugno a Bruxelles i suoi colleghi Capi di Stato e di governo dell’Unione Europea, prende l’impegno di rispettare i vincoli finanziari europei, liberamente sottoscritti e, tornato pochi giorni dopo a Roma, accetta di fare esattamente il contrario? #editoriale #GCM

Il duello dell’Italia con l’Ue

Viviamo un’epoca straordinaria: sarebbe una grande soddisfazione se, usciti dall’ordinario, fossimo capaci di ritrovare ordine nella nostra convivenza con gli altri. Vale per le persone, ma vale anche nella vita politica come, di questi tempi, nelle relazioni tra l’Italia e l’Unione Europea. #editoriale

“Tanto tuonò che alla fine piovve”

“Tanto tuonò che alla fine piovve”. Così è stato modificato il detto popolare italiano, qui a Bruxelles. E il prossimo 22 gennaio, quando la procedura di infrazione, oggi indicata dalla Commissione europea, diventerà probabilmente effettiva, allora sarà necessaria un'ulteriore modifica: non sarà più solo pioggia, ma tempesta. #contromano

Brexit, promemoria per l’Italia e per l’Ue

Continua la corsa ad ostacoli di una May, azzoppata dalle dimissioni di diversi suoi ministri e alle prese con un voto in Parlamento che potrebbe sfiduciarla. Nell’attesa, l’UE si prepara a un Consiglio europeo straordinario il 25 novembre. Se tutto va bene – e la Provvidenza dà una mano – dopo comincia la via crucis delle ratifiche parlamentari e nulla è dato per scontato. #Brexit

Preoccupazioni Ue per l’Italia nel 2019

A parlare sono i numeri, degli “zero virgola” e anche qualcosa di più, che pesano come macigni sul futuro dell’economia italiana, e non soltanto su alcuni parametri, ma su tutti. Colpisce il contesto in cui si collocano i numeri dell’Italia, in un’Unione Europea in cui la crescita per il 2017 era stata del 2,2%, ma solo del’1,5% in Italia; la disoccupazione ampiamente sotto il 10%, ma sopra in Italia; e il debito pubblico sotto il 90% nell’UE, ma al 131% in Italia. #editoriale #economia

Fare i conti

Invece di rimproverare Bruxelles di fare troppi conti e avere poca visione sul futuro dell’UE, i nostri – si fa per dire – accusano gli eurocrati di sbagliarli i conti. Detto da un governo che di Conte, fortunatamente, ne ha solo uno, e gli basta e avanza, e da un ministro dell’economia che slitta su parole e cifre: di lui si ricorda l’impegno assoluto a contenere il deficit all’1,6%, salvo obbedire docilmente a chi lo voleva almeno al 2,4%. #contromano

Lega contro Lega

Aveva avuto una vita fiorente e importanti successi economici la Lega, non quella di oggi di Matteo Salvini, ma la Lega Anseatica del XIV e XV secolo, che dominava i commerci sulle sponde dei mari settentrionali d’Europa. Nella storia d’Europa, di leghe ne sono esistite molto – una fu anche lombarda – ma come tutte le creature che nascono, alla fine muoiono. Alcune però risorgono. #contromano

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