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L’Unione Europa spiegata ai bambini e ai ragazzi

Scritto da Apice il 21 dicembre 2011  |  in Cultura, Istruzione e Gioventù, Giustizia e diritti fondamentali, Occupazione e diritti sociali Stampa questo articolo

Da oggi è disponibile un nuovo sito dedicato ai bambini e ai giovani, così com’era già   stato annunciato nel programma dell’Unione Europea per i Diritti del Bambino (IP/11/156).
La Commissione Europea ha infatti lanciato un nuovo sito web, accessibile dal portale EUROPA, con informazioni di facile fruizione sui diritti e sulle politiche dell’Unione dedicate ai bambini e ai giovani, per diffondere maggior consapevolezza e promuovere la cittadinanza attiva.
Il sito è stato pensato sia per i bambini che per gli insegnanti: da una parte l’angolo «Kids» è specificamente scritto in uno stile adatto ai più piccoli. Eventi significativi, dati sulle l’UE, sulla sua storia e sui Paesi membri sono infatti facilmente accessibili attraverso giochi e quiz disponibili nelle 22 lingue dell’UE. Dall’altra il portale offre un ricco campionario di materiale didattico sull’Europa, prodotto e selezionato da esperti europei in materia di educazione di varie istituzioni europee e di altri enti pubblici e non governativi. Tutto il materiale è diviso per fasce d’età   e di argomento per facilitarne la ricerca.
Il nuovo portale vuole dunque far conoscere come funziona l’Unione Europea, anche ai più piccoli, per rendere tutti i cittadini, più e meno giovani, consapevoli che le decisioni prese a livello europeo hanno oggi un’influenza diretta sulla vita quotidiana di tutti gli europei.
Buona navigazione

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  • Donato Galeone { E' condivisibile il far conoscere e divulgare le conoscenze(con informazione vera e autentica) sulle diversità locali - eccellenti e potenziali - miranti verso aggregazioni sociali... } – 30 dicembre 2013
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    VOTATE EUROPA! 

                     In vista delle elezioni europee è stato lanciato da Ulrich Beck un appello firmato da numerosi intellettuali europei sul sito Vote4Europe. 

    Questo maggio, i cittadini saranno chiamati a votare sul futuro dell'Europa, per la prima volta: Che tipo di Europa vogliamo? Dal momento che il Trattato di Lisbona è entrato in vigore, e per tutto il periodo della crisi, i cittadini non hanno mai avuto l'opportunità di essere coinvolti in un processo democratico decisionale sul futuro dell'UE. Cosa c'è di nuovo: questa volta, diversi candidati, in competizione per la carica di Presidente della Commissione europea, stanno portando diversi modelli per l'Europa con loro per le elezioni. Si tratta di un salto di qualità politico, perché la stessa discussione si svolgerà in tutta Europa in diverse lingue allo stesso tempo e sugli stessi soggetti ... una discussione su persone e dei loro programmi. Vogliamo il ‘meno Europa’, di David Cameron, che è controllato dagli imperativi del mercato, o il ‘diverso tipo di Europa’, che sottopone il mercato a regole democratiche, immaginato in qualità di Presidente del Parlamento Europeo da Martin Schulz?

    I partiti anti-europei ed i loro candidati desiderano essere democraticamente eletti, al fine di minare la democrazia in Europa. Chiediamo ai cittadini europei di negare la voce a questo attacco per un suicidio politico.

    Tuttavia, vi è un urgente bisogno di prendere lo scetticismo delle persone sul serio. È fondamentale per il Rinascimento d'Europa che i difetti di nascita dell'Unione siano rivelati pubblicamente. Siamo contrari a una politica europea che può mobilitare 700 miliardi di euro per stabilizzare il sistema bancario, ma  che vuole  spendere solo 6 miliardi per affrontare il problema della disoccupazione tra i giovani! Molti europei, soprattutto i giovani, hanno la sensazione che un mondo anonimo, parallelo chiamato ‘Bruxelles’, sia venuto alla luce e minacci la loro identità, lingua e cultura. Che ciò che è emerso sia un'Europa elitaria, piuttosto che una Europa dei popoli. Al fine di arrivare ad una Europa dei popoli, le politiche devono affrontare le questioni che sono importanti per le persone.
    L'Europa si trova in un "moment of decision". Dipenderà essenzialmente dall'esperienza, dagli orientamenti di fondo, dal coraggio e dall'abilità del prossimo Presidente della Commissione europea se riusciremo a superare in Europa il ‘dispotismo benintenzionato’ (Jacques Delors)  e a far acquisire al vecchio continente
    una posizione energica e una voce che parli del futuro in un mondo globalizzato

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