UE nel mondo: nuova pubblicazione Eurostat

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La pubblicazione, giunta alla sua quinta edizione, mette a confronto alcuni dati UE (popolazione, economia, ambiente) con quelli di 15 Paesi non UE appartenenti al G-20.

Molti i set di dati presi in esame (condizione di vita, istruzione, formazione, mercato del lavoro, settori produttivi, ambiente ed energia) con indicatori che spesso consentono di mettere in relazione l’UE non solo coni Paesi presi in esame ma con lo scenario mondiale nel suo complesso.

Dal punto di vista demografico, Eurostat segnala che negli ultimi 50 anni la quota di popolazione mondiale abitante nei Paesi G-20 si è ridotta (dal 73% al 64%) e così pure quella dell’UE (dal 13% al 7%). Le due nazioni più popolose al mondo sono la Cina (1,4 miliardi di abitanti) e l’India (1,3 miliardi).

I Paesi del G-20 generano l’86% del PIL mondiale; Il maggior contributore è rappresentato dagli Stati Uniti, che nel 2016 hanno prodotto il 25% del PIL mondiale, sopravanzando l’UE (22% nel 2016 con un calo di 8 punti percentuali negli ultimi dieci anni), la Cina e l’India.

Eurostat sottolinea la fortissima crescita di questi due Paesi nell’ultima decade: la Cina è passata dal 5 al 15% del PIL mondiale, mentre l’India, che nel 2006 era la decima economia al mondo, nel 2016 è la quinta.

Per quanto riguarda il consumo di energie da fonte rinnovabile, l’UE si colloca al quinto posto tra i Paesi G-20: proviene da fonti rinnovabili il 14% del totale dell’energia consumata.

La quota UE è decisamente migliore rispetto a quella della Cina (9%) e degli USA (7%).

Hanno fatto meglio dell’UE il Brasile (40%), l’Indonesia (33%) , l’India (25%)e il Canada (18%).

In coda a questa classifica Arabia Saudita, Russia e Corea del Sud per cui il consumo di energie da fonte rinnovabile oscilla tra lo 0 e il 3% dei consumi energetici totali .

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