Era quasi destino (o triste premonizione) che la Commissione Europea presentasse il 26 febbraio, due giorni prima dell’inizio delle operazioni militari degli Stati Uniti in Iran, il nuovo programma per la prevenzione e la lotta al terrorismo nell’ambito ProtectEU. La Commissione, infatti, propone di potenziare la capacità di previsione e resilienza dell’UE, migliorare la sicurezza delle persone online ed offline ed intensificare la cooperazione con i partner internazionali attraverso 6 pilastri fondamentali che implementano la risposta dell’UE al terrorismo ed all’estremismo violento degli ultimi dieci anni.
Il primo aspetto essenziale riguarda la capacità di anticipare le minacce. Il programma prevede il rafforzamento delle risorse e delle capacità di analisi d’intelligence dell’UE, ossia la capacità unica di analisi dell’intelligence (SIAC), oltre al potenziamento del supporto analitico di Europol, comprese le capacità di intelligence da fonte aperta (OSINT). In aggiunta, un ruolo centrale è attribuito anche alle tecnologie emergenti: IA, droni, cripto-attività e armi stampate in 3D possono facilitare radicalizzazione, mobilitazione online e attacchi fisici.
Il secondo fondamento comprende la prevenzione della radicalizzazione, considerata la strategia più efficace a lungo termine. Tra le misure previste vi sono il polo di conoscenze sulla prevenzione della radicalizzazione e un programma da 5 milioni di euro destinato al coinvolgimento delle comunità locali, con particolare attenzione ai giovani.
Inoltre, l’ecosistema online rimane fondamentale per le attività terroristiche ed estremiste violente, tra cui la propaganda, il reclutamento, l’istigazione alla violenza, la raccolta di fondi e la diffusione dei contenuti degli attacchi. La Commissione intende rafforzare la lotta al terrorismo online rivedendo il regolamento sui contenuti terroristici, applicando il Digital Services Act, migliorando la cooperazione con i fornitori di servizi attraverso il Forum UE su Internet e creando un quadro europeo di risposta alle crisi online in modo da anticiparle prima che si verifichino.
I rischi corsi dalla popolazione però sono anche fisici, per le persone, gli spazi pubblici e le infrastrutture critiche. La Commissione propone una procedura “post-hit” nel contesto del sistema d’informazione Schengen per favorire la condivisione di segnalazioni relative al terrorismo tra gli Stati membri volontari e valuta inoltre l’ampliamento del quadro sulle informazioni anticipate sui passeggeri.
Il quinto pilastro mira a rafforzare la cooperazione tra autorità di contrasto e autorità giudiziarie, soprattutto nella lotta al finanziamento del terrorismo. Tra le iniziative previste figurano la creazione di un sistema europeo per il reperimento dei dati finanziari, la revisione dei mandati di Europol ed Eurojust e l’attuazione della tabella di marcia sull’accesso legittimo ai dati per le autorità di contrasto.
Infine, una maggiore cooperazione globale con paesi partner affidabili è fondamentale per rafforzare la lotta al terrorismo. Le azioni principali includono il potenziamento della collaborazione di Europol ed Eurojust con paesi terzi, lo scambio di dati su persone che rappresentano minacce terroristiche e una cooperazione più stretta con i paesi dell’allargamento dell’UE e della regione mediterranea, in particolare attraverso il piano d’azione per i Balcani occidentali contro terrorismo ed estremismo violento.
Per approfondire: ProtectEU: un nuovo programma di lotta al terrorismo












