“Per un momento costituente europeo. Appello al Consiglio europeo affinché convochi una Convenzione per riformare l’UE”

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APICE aderisce all’appello “Per un momento costituente europeo. Appello al Consiglio europeo affinché convochi una Convenzione per riformare l’UE”, promosso dal CesUE – Centro Studi, formazione, comunicazione e progettazione sull’Unione Europea e la Global governance.

Per vedere l’elenco di chi ha sottoscritto l’appello è possibile consultare la pagina dedicata sul sito di Euractiv.

Per ogni dubbio o chiarimento è possibile scrivere all’indirizzo: appello2023@cesue.eu

Riportiamo di seguito il testo dell’appello.


Oltre 150 personalità dell’accademia, della società civile e delle istituzioni chiedono al Consiglio europeo di convocare una Convenzione per la riforma dei Trattati.

La Conferenza sul futuro dell’Europa è stata il primo esperimento di democrazia partecipativa dell’UE. È stato un processo fruttuoso, che ha fornito alle istituzioni dell’UE e agli Stati membri preziosi input da parte dei cittadini dell’UE.

La Commissione europea sta mantenendo il suo impegno di proporre la legislazione per attuare le proposte della Conferenza nell’ambito delle competenze e dei poteri attuali dell’UE. Il Parlamento Europeo ha elaborato e approvato una proposta organica di riforma dei trattati dell’UE per attuare le proposte della Conferenza che implicano modifiche ai Trattati, anche sulla base di una valutazione tecnica fornita dal servizio giuridico del Consiglio, vale a dire dei governi degli Stati membri.

Ora tocca al Consiglio dell’Ue trasmettere la proposta del Parlamento al Consiglio europeo, composto dai Capi di Stato e di governo degli Stati membri. Essi decideranno se convocare la Convenzione per la riforma dei trattati dell’UE, sulla base della proposta del Parlamento europeo derivante dalle raccomandazioni dei cittadini in seno alla Conferenza sul futuro dell’Europa. La Convenzione prevede rappresentanti dei governi e dei parlamenti nazionali, della Commissione e del Parlamento europei e auspicabilmente coinvolgerà i cittadini e la società civile.

Il Trattato di Lisbona è stato firmato nel 2007 col fine di per recepire parte dei contenuti del Trattato Costituzionale del 2004. Viviamo in un’Unione Europea progettata 20 anni fa: prima della crisi finanziaria, della Brexit, della pandemia, dell’invasione russa dell’Ucraina e all’inizio dell’ascesa della Cina e dell’erosione dell’ordine internazionale mondiale.

Noi, cittadini europei, accogliamo con favore il fatto che si stia preparando un nuovo allargamento. Ma siamo consapevoli che il suo buon esito dipende dall’approfondimento dell’integrazione dell’UE, dalla razionalizzazione del suo processo decisionale e dal superamento del meccanismo dell’unanimità.

Ringraziamo il Parlamento Europeo per aver compiuto il primo passo nel lungo processo di riforma dell’UE. Esortiamo i Capi di Stato e di governo del Consiglio europeo a non soffocare sul nascere questo processo democratico e a convocare una Convenzione per riformare i Trattati. Ogni scelta diversa verrebbe percepita come un abbandono delle proposte dei cittadini europei e del Parlamento europeo – unica istituzione dell’UE direttamente eletta – e quindi della democrazia europea in quanto tale.

Chiediamo ai parlamenti nazionali dell’UE di unirsi alla richiesta del Parlamento europeo per una Convenzione e di impegnare i rispettivi governi a convocarla, in modo tale che anche i Parlamenti nazionali possano essere partecipi della riforma dell’UE.

Il benessere e la sicurezza dei cittadini europei dipendono fortemente dall’UE. È tempo di riformare l’Unione e di renderla più democratica e adatta a decidere e agire come Unione per affrontare le numerose sfide che gli Stati membri, anche nello scenario internazionale, non sono in grado di affrontare da soli.

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