L’UE nel mondo: gli ultimi dati publicati da Eurostat

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La pubblicazione mette a confronto in termini di dati statistici l’UE e i 15 Paesi non UE che fanno parte del G20 (Sud Africa, Arabia Saudita, Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Stati Uniti, India, Indonesia, Giappone, Messico, Russia e Turchia).

L’Ue rappresenta il 7% della popolazione mondiale (505 milioni su un totale di 7 miliardi). I cinque Paesi più popolosi nel mondo sono tutti aderenti al G20. Cina (1.371 milioni di abitanti pari al 19% della popolazione mondiale), India (1.240 – 18%) Stati Uniti (314 milioni ari al 5%) Indonesia e Brasile (rispettivamente 4 e 3%).

Eurostat rileva anche i dati relativi all’aspettativa alla nascita che nell’UE era nel 2011 di 80 anni, un po’ più bassa di quella registrata in Giappone (83 anni), in Australia e Canada (82) e Corea del Sud (81), decisamente più elevata però di quella dei Paesi in fondo a questa “graduatoria”: (Sud Africa – 58 anni – India – 65 anni.

Il tasso di fecondità dell’UE si attesta 1,6 figli per donna a un nuovo nato ogni sei abitanti, ben al di sotto del tasso di sostituzione fissato a 2,1. Tra i Paesi del G – 20 questa soglia è superata da Arabia Saudita (2,8), India (2,5), Indonesia e Sudafrica (2,4). Corea del Sud, Giappone e Russia hanno, invece tassi di fecondità inferori a quello UE (tra 1,2 e 1,5).

In termini demografici Eurostat rileva, infine, il tasso di moralità infantile che per l’UE e di 3.8 decessi ogni 1.000 nati vivi. Sono più bassi i tassi di Giappone (2,2) E Corea del Sud (3,3) mentre sono più elevati quelli di tutti gli altri Paesi G-20, con picchi allarmanti in India (43,8), Sud Africa (33,3) e Indonesia (25,8).

L’altro grande capitolo della pubblicazione Eirpstat è rappresentato dai dati sulla produzione.

Il Prodotto Interno Lordo (PIL) nel 2012 è stata di 56.600 miliaridi, il 23% ei quali prodotti nell’ UE (segono Stati Uniti con il 22%, Cina con il 12% e Giappne con l’8%).

Negli ultimi dieci anni le economie dei Paesi G-20 hanno seguito trend differenti e mentre le cosiddette “economie emergenti” sono cresciute dell’8 – 10% (questi i dati registrati rispettivamente da Cina e India nel periodo 2012 – 2012) UE, Stati Uniti e Canada sosno stati al di sotto del 2%.

Altro dati presenti nel Rapporto Eurostat sono quelli relativi ai settori produttivi trainanti di ciascuna economia e alle finanze pubbliche che sono in deficit in tutti gli Stati G – 20 (nell’UE il deficit medo è del 3,9%) ad eccezione di Arabia Saudita Corea del Sud e Russia. Elevato è anche il rapporto tra debito e PIL: 85% nell’UE, 238% in Giappone, 102% negli Stati Uniti, I Paesi virtuosi da questo punto di vista sono Arabia Saudita, Russia e Indonesia in cui il rapporto è rispettivamente del 3,7%, del 12,5% e del 24,5%.

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