La COP23 di Bonn: quali i nuovi scenari sul clima?

L’annuale incontro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico si terrà a Bonn, tra il 6 e il 17 novembre 2017. Si tratta della “COP 23”, la XXIII Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (UNFCCC).

Questo vertice riunisce tutti i principali rappresentanti dei Paesi che avevano firmato, in passato, il protocollo di Kyoto sul clima ed è la sede principale in cui vengono discusse sia le principali decisioni sull’argomento, sia il futuro dell’accordo di Parigi del 2015.

In Europa, l’accordo di Parigi sul clima è in vigore dal 4 novembre 2016, dopo il consenso del Parlamento europeo alla ratifica.

Che cosa dunque era stato previsto all’interno della COP 21? Questo trattato si era rivelato fondamentale, al fine di impegnare gli Stati contraenti nella diminuzione delle emissioni di gas serra, ritenuti i principali responsabili delle drammatiche modifiche, registrate a livello climatico negli ultimi decenni. In aggiunta, tale insieme di norme ha l’obiettivo di migliorare l’abilità delle parti contraenti nel contrastare le conseguenze, anche negative, del cambiamento climatico e quello di provvedere il necessario impianto tecnologico – finanziario per realizzare gli scopi prefissati. Naturalmente, ciascuno degli Stati, che ha firmato questo insieme di regole, si impegna singolarmente nel monitorare l’impatto del cambiamento climatico sul proprio territorio e nell’adottare le misure più adeguate per ridurre le emissioni nocive.

Naturalmente, anche se l’accordo di Parigi del 2015 è stato ratificato dalla gran parte dei Paesi, attualmente responsabili di più della metà delle emissioni di gas serra, restano numerose le sfide da affrontare su questo terreno. Un punto di profonda incertezza, su quest’aspetto, è l’incerto e ambiguo atteggiamento tenuto dagli U.S.A. di Donald Trump, che si sono recentemente svincolati proprio dal trattato della “COP21”. Gli U.S.A. restano infatti il II paese più importante, su scala mondiale, per emissioni di gas serra.

Alla conferenza, che si terrà a Bonn nelle prossime due settimane di novembre, è dunque richiesto di approvare delle linee – guida, che possano costituire la base per l’applicazione della “COP 21”. Tali linee – guida devono coprire gli ambiti concreti della trasparenza, dei finanziamenti, delle tecnologie e delle nuove competenze scaturite dal trattato di Parigi. Le decisioni adottate in merito, durante la conferenza di Bonn, dovranno essere ratificate nel corso della successiva “COP 24”, che si terrà in Polonia.

A Bonn sarà presente, oltre al Commissario europeo per il clima e l’energia Miguel Arias Cañete, anche una delegazione di deputati europei. Secondo l’opinione di un membro tedesco del Partito Popolare Europeo (PPE), Peter Liese, non verranno prese decisioni epocali, ma l’importante è che il resto del mondo (Cina, Giappone, l’ UE e gli altri Paesi) resti unito e compatto nella difesa del Pianeta, dopo l’uscita di scena degli Stati Uniti di Trump dalla “COP 21”.

E, fattore ancora più rilevante, risulterà l’applicazione effettiva della COP 21, da parte delle parti contraenti. Per quel che ci riguarda, bisognerà vedere come l’UE applicherà, sul piano giuridico, le principali disposizioni enunciate nel trattato di Parigi del 2015. In particolare, i deputati del Parlamento europeo stanno esaminando una serie di proposte relative alla modifica  del Sistema di scambio delle quote di emissione UE (ETS), all’aumento degli incentivi per le nuove tecnologie eco – sostenibili, alla definizione dei singoli obiettivi nazionali per la riduzione delle emissioni dei gas serra.

Segui la conferenza in streaming: https://unfccc.cloud.streamworld.de/live

#COP23

Per saperne di più:  http://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/society/20171023STO86613/cambiamento-climatico-quali-sono-gli-obiettivi-della-cop23-video

https://cop23.unfccc.int

 

 

 

 

 

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