In occasione del 25° anniversario della Convenzione di Budapest, il primo trattato internazionale sul crimine informatico, circa 500 esperti da oltre 100 Paesi si sono riuniti a Strasburgo per la Conferenza Octopus 2026, tenutasi dal 14 al 16 ottobre. Nata sotto l’egida del Consiglio d’Europa e aperta a livello globale, la Convenzione costituisce il punto di riferimento per le legislazioni mondiali e per l’acquisizione delle prove elettroniche in qualsiasi procedimento penale.
L’evento ha affrontato minacce emergenti come l’uso dell’IA generativa per frodi e materiale pedopornografico, i centri per truffe online, la disinformazione e i reati con criptovalute. Per rafforzare la risposta giudiziaria, è stato aperto alla firma il Protocollo addizionale alla Convenzione di Varsavia del Consiglio d’Europa (dedicata al contrasto al riciclaggio), volto a potenziare la confisca dei beni illeciti, delle valute virtuali e beni digitali.
Ampio spazio è stato dato ai nuovi strumenti normativi (Secondo Protocollo Addizionale e pacchetto UE e-Evidence) pensati per velocizzare l’acquisizione dei dati chiedendoli direttamente ai provider privati. Su questo fronte, gli avvocati penalisti del Joint Defense Team hanno ribadito che la cooperazione internazionale deve sempre rispettare le garanzie dell’Articolo 15 della Convenzione a tutela dei diritti umani, sottolineando inoltre che la rapidità e l’uso dell’IA nelle indagini non devono sacrificare il controllo dei giudici, la trasparenza dei metodi e il diritto degli imputati di verificare la genuinità delle prove.
Per saperne di più: Esperti mondiali di criminalità informatica riuniti in una conferenza del Consiglio d’Europa che segna il 25° anniversario della Convezione di Budapest,Global cybercrime experts meet at Council of Europe conference marking 25 years of the Budapest Convention, Joint Defense Team – Octopus Conference 2026: The Budapest Convention at 25 and the Defence Perspective on Cross-Border Digital Evidence













