Giovedì 9 maggio, Cuneo: “Riscoprire l’Europa – Libero”

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Giovedì 9 maggio avrà luogo il secondo appuntamento della rassegna cinematografica “Riscoprire l’Europa” con il film Libero di Michel Toesca.

Di seguito una breve presentazione del film:

In terra di Francia, a due passi da Cuneo, Cédric Herrou, agricoltore della Valle Roya, ha fatto la sua scelta di campo di fronte non tanto all’immigrazione quanto alle problematiche umane che questa implica. Aiutato da amici e volontari contro ogni legge accoglie i migranti, li aiuta in ogni modo e infine li accompagna sui sentieri delle montagne per fargli raggiungere il mare, visto che il confine è presidiato dalle forze di polizia. Un documentario che pone la questione sul piano umano e etico chiarendo senza reticenze quale risposta dare da questo punto di vista. Si spiega così la scelta del regista Michel Toesca, pure lui residente in Valle Roya, di seguire con mezzi tecnici di fortuna le giornate di Cédric e dei suoi occasionali ospiti: “La realtà è imprescindibile”, dice il protagonista, cosicché il documentario è un’immersione priva di abbellimenti estetici nella vita di queste persone in cammino sorretta dall’urgenza di testimoniare una scelta e insieme smascherare, nei ripetuti confronti con le autorità, certe contraddizioni legislative che affermano la necessità di difendere i confini nazionali e annunciano interventi privi però di soluzioni inclusive concrete ed efficaci. Il documentario si allontana dunque dalla riflessione sull’immigrazione in senso stretto. Va invece a interrogare il senso civile dei cittadini. Interpella la Francia anzitutto, ma l’Europa intera. Cédric ha chiara la consapevolezza che il suo agire è una goccia in mezzo al mare, però anche ritiene la sua una “resistenza” civile doverosa in nome della giustizia e dell’umanità. La sua diventa scelta anche politica in quando, dice lo stesso Herrou, “la politica si fa sul campo”. E se l’intenzione è di documentare si capiscono le parole del regista quando parla del suo lavoro: “la sceneggiatura di questo documentario è stata scritta di giorno in giorno. Giravo da solo, con la mia camera sulla spalla, improvvisando continuamente. A volte, in situazioni particolarmente tese e caotiche e grazie all’aiuto di pochi complici, abbiamo girato con i telefonini. La facilità d’uso degli strumenti impiegati mi ha permesso di essere in grado di operare in qualunque momento e rimanere sempre a fianco dei protagonisti delle varie scene, che si trattasse di rifugiati, soldati o agenti di polizia”.

Appuntamento presso la Sala Lanteri alle ore 20.45 – costo del biglietto: 3€.

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