Finalizzare gli aiuti UE per la protezione dei confini: le proposte della Commissione

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Il presidente della Commissione Jean-Claude Junker ha presentato tre nuove proposte relative  all’accoglienza dei rifugiati e la protezione delle frontiere UE, sottolineando il fatto che un sistema basato sulla solidarietà temporanea non può essere sufficiente.

Le tre proposte riguardano il potenziamento e la finalizzazione della Guardia europea dei confini e delle coste, un’Agenzia per l’asilo rafforzata e una più forte ed efficace Politica europea per il rimpatrio. L’obiettivo è quello di istituire una collaborazione completa e diretta dall’Ue e non più dai singoli Stati membri.

 

Guardia europea dei confini e delle coste.

Seppure questo organismo sia già presente, la Commissione propone di investire maggiormente non solo per ampliarne la portata, ma anche per renderlo più competente ed autonomo nel gestire le sfide e i problemi che l’immigrazione e le frontiere comportano. Gli strumenti per finalizzare questo corpo di Guardie europee sono:

 

  • Uno staff di 10000 persone per la gestione ultimato entro il 2020 affinché quest’Agenzia possa contare sulle proprie forze autogestite.
  • Un potere esecutivo, sotto il controllo dello Stato membro dove tali forze saranno schierate, per permettere interventi quali il controllo dell’identità, il permesso o meno di attraversare le frontiere esterne
  • Un maggior supporto per il rimpatrio, che riguarda non solo maggiori finanziamenti per organizzare politiche comuni di rimpatrio, ma anche per renderlo effettivamente attuabile, in base alla decisione ultima che verrà presa dallo Stato membro dove tali necessità si presentano.
  • Una maggiore collaborazione con Stati non dell’Unione, promossa direttamente dall’Agenzia, per effettuare operazioni comuni e schierare le Guardie anche al di fuori dei confini UE
  • Maggiori finanziamenti per la Guardia europea dei confini e delle coste che arriveranno a €1,3 miliardi nel periodo 2018-2019, mentre €11,3 miliardi sono previsti per il settennio 2021-2027

 

Agenzia per l’asilo rafforzata

L’Agenzia prevede di venir rafforzata sia finanziariamente che strutturalmente per creare un’efficace politica per l’Asilo.

 

  • I dipendenti dell’Agenzia saranno in grado di assicurare assistenza su tutta la scala di procedure riguardanti la concessione dello stato di Asilo.
  • Gruppi di lavoro comuni sulla gestione della migrazione che supporteranno, quando richiesto, gli Stati membri nella gestione dell’immigrazione nei punti di accoglienza. Questi gruppi saranno coordinati dalla Commissione europea, ma sotto l’autorità dello Stato membro di accoglienza.
  • Maggiori finanziamenti: €321 milioni tra 2019-2020 e €1.25 miliardi per il periodo 2021-2027

 

Politica europea di rimpatrio

La Commissione prevede una revisione delle Direttive per il Rimpatrio, per velocizzare le procedure di rimpatrio e prevenire latitanti e irregolari movimenti di immigrazione secondari. Questa nuova politica per il rimpatrio prevede:

 

  • Una nuova procedura ai confini, dove chi non otterrà lo stato di Asilo sarà rimpatriato attraverso una semplificata e più veloce procedura, senza la possibilità di concedere periodi più lunghi per il rimpatrio volontario
  • Procedure e regole semplici e chiare per evitare irregolarità. Il tempo massimo concesso per prendere le decisioni di rimpatrio sarà di cinque giorni, e i soggetti in attesa di un responso avranno l’obbligo di collaborare
  • Un rimpatrio volontario agevolato dagli Stati membri.
  • Regole chiare per il valutare i casi in cui la detenzione è concessa e in quali casi no.

 

In conclusione, accanto a tutte queste regole volte a rafforzare la protezione dei confini esterni dell’Unione europea, la Commissione intende anche rafforzare i processi legali per l’immigrazione nell’Unione Europea, per incentivare l’immigrazione di lavoratori qualificati, attraverso:

 

  • Una nuova “Carta blu” europea, concessa ai lavoratori altamente qualificati che vogliono lavorare Nell’UE
  • Finire la collocazione nei diversi paesi membri delle persone che hanno ottenuto il diritto di protezione internazionale
  • Aumentare la cooperazione con i paesi non europei. Tale cooperazione prevede accordi pilota con stati africani e di altri continenti per la facilitazione di passaggi legali di migrazione.

 

Per approfondire :

https://ec.europa.eu/commission/news/state-union-2018-2018-sep-13_en

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