Europa sociale e globalizzazione

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«Un forte modello sociale e l’affermazione in un’economia globalizzata non sono antitetici, devono anzi procedere di pari passo» ha dichiarato il commissario europeo per l’Occupazione e gli Affari sociali, Vladimà ­r àƒâ€¦à‚ pidla, presentando uno studio che sarà   discusso il 16 aprile a Bruxelles in una Conferenza ad alto livello.
Lo studio evidenzia come non vi siano prove empiriche che la globalizzazione ha prodotto un’erosione del dispositivo sociale, mentre alcune delle economie nordeuropee più floride riescono a coniugare elevati tassi di occupazione con un grado di equità   dei redditi molto più alto che in altre parti del mondo, conservando nel contempo un settore pubblico importante ed efficiente.
Nell’UE la spesa per la protezione sociale in relazione al PIL è rimasta piuttosto stabile negli ultimi due decenni, intorno al 27-28% sin dall’inizio degli anni Novanta, mentre i dati evidenziano continui progressi verso obiettivi sociali quali la riduzione dei differenziali retributivi e degli squilibri occupazionali di genere, anche se le differenze restano ancora sensibili. Non è dunque l’entità   dell’erogazione di previdenza sociale quanto piuttosto il modo in cui questa è usata a ripercuotersi sulla competitività  , sottolinea lo studio che riconosce la necessità   di modernizzare le politiche sociali e di investire nelle risorse umane se si vuole che l’UE faccia il miglior uso delle opportunità   offerte dalla globalizzazione.
Sono quindi segnalate alcune risposte politiche che l’UE dovrebbe dare alla globalizzazione. Innanzitutto attrezzare l’economia a competere investendo in attività   del futuro nonchà© apportando i necessari adattamenti per tener conto del cambiamento climatico, dell’invecchiamento demografico e delle nuove fonti di competizione. àˆ poi consigliato un «adeguamento morbido», cioè tenendo in conto che la globalizzazione richiederà   un cambiamento socioeconomico che imporrà   costi e implicherà   la ridistribuzione delle risorse. Per agevolare tali cambiamenti è quindi necessario migliorare la governance socioeconomica attraverso un’azione concertata dell’UE e degli Stati membri.

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