Europa e innovazione: presentato il Quadro di valutazione 2019

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La Commissione europea ha recentemente pubblicato il Quadro europeo di valutazione dell’innovazione e il quadro di valutazione dell’innovazione regionale 2019, nel quale vengono analizzate le prestazioni dell’Unione Europea, dei Paesi membri e delle loro regioni in termini di ricerca e innovazione.

L’Unione Europea sulla scena internazionale

L’Unione Europea conferma il proprio trend positivo, registrando miglioramenti per il quarto anno consecutivo, superando le prestazioni degli Stati Uniti e consolidando la propria supremazia rispetto a Brasile, India, Russia e Sud Africa.

Restano tuttavia lontani i livelli di innovazione raggiunti da Canada, Australia e Giappone e, confermando i presenti tassi sul medio periodo, si prefigura il possibile sorpasso da parte della Cina, in crescita ad un ritmo tre volte superiore rispetto a quello dell’Unione.

All’interno dell’Unione

All’interno dell’Unione Europea si segnalano miglioramenti in ben 24 Paesi dell’Unione e il divario tra questi va diminuendo, grazie a significativi incrementi nei tassi di crescita degli Stati che, sino ad oggi, avevano ottenuto i risultati peggiori.

Complessivamente, la Svezia si conferma leader europeo dell’innovazione, seguita a stretto giro da Finlandia, Danimarca e Olanda in un vertice a marcata dominante nord-europea.

Al fondo della classifica, infine, due Paesi dell’Europa dell’Est: Bulgaria e Romania.

Settorialmente, si segnalano le leadership di:

  • Danimarca – risorse umane e condizioni favorevoli all’innovazione
  • Francia – finanziamenti e sostegno
  • Germania – investimenti delle imprese
  • Lussemburgo – attrattività dei sistemi di ricerca
  • Portogallo – innovatori per le PMI
  • Malta – attività intellettuali
  • Austria – collegamenti
  • Irlanda – effetti sull’occupazione e sulle vendite

Tra i Paesi che registrano i più elevati tassi di crescita guida la Lituania, seguita da Grecia, Lettonia e Malta; rallentamenti significativi, invece, si registrano per Romania e Slovenia.

La situazione italiana

All’interno dei quattro gruppi nei quali il Quadro suddivide i Paesi secondo il livello di prestazioni – leader, innovatori forti, moderati, modesti – l’Italia si colloca tra gli innovatori moderati.

Nell’ultimo settennato si registra una modesta crescita: fatto 100 il punteggio dell’Unione nel 2011, il nostro Paese, nel medesimo anno, conseguiva un punteggio pari a 74, oggi salito – sempre rispetto ai dati 2011 – a 85: il confronto con i dati 2018 ci rivela che la nostra posizione sul panorama europeo, rispetto al 2011, è leggermente migliorata, portandoci a registrare – sempre su scala 100 \ dati 2018 –  il punteggio di 78.1.

A trainare questo modesto miglioramento contribuisce la capacità di innovazione delle piccole e medie imprese italiane in termini di processi produttivi, marketing e organizzazione interna (punteggio salito da 102 nel 2011 a 130.5).

Significativi incrementi di prestazione si segnalano anche in termini di attrattività del settore della ricerca il quale, pur collocandosi tuttora al di sotto della media europea, registra miglioramenti in termini di afflusso di ricercatori stranieri, partecipazione a progetti di ricerca internazionali e menzioni delle pubblicazioni.

Lievi oscillazioni positive si registrano in termini di proprietà intellettuale – domande di registrazione di marchi e brevetti (da 95.4 a 100.7) – e investimenti aziendali  – in ricerca e sviluppo e formazione nel settore delle Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) (da 66.8 a 71.2).

Si mantengono decisamente negativi i dati relativi alle risorse umane – popolazione laureata, apprendimento continuo e numero di dottorati: il crollo del dato relativo a quest’ultima voce (pari a 65.8 sulla media europea a 100 – era 107.7 nel 2011) compensa l’aumento della popolazione laureata, mantenendo il dato complessivo al punteggio di 52.4.

Cresciuto decisamente meno rispetto alla media europea, il punteggio della voce condizioni favorevoli all’innovazione nel 2018 si rivela decisamente più basso rispetto al 2011,  zavorrato dalla bassissima diffusione della banda larga nel nostro Paese.

Punteggio negativo anche per il comparto finanza e supporto – comprendente la spesa pubblica in ricerca e sviluppo e gli investimento di medio-lungo termine in imprese non quotate ad alto potenziale di sviluppo, cd “venture capital” (52.9) – mentre si conferma al fondo della classifica il settore connessioni – comprendente la cooperazione tra PMI innovative e terzi, il cofinanziamento privato alla spesa pubblica in ricerca e sviluppo e le pubblicazioni scientifiche relative a ricerche pubblico-private.

L’innovazione a livello regionale: il Quadro di valutazione dell’innovazione regionale 2019

Il Quadro di valutazione dell’innovazione regionale analizza, con la stessa metodologia del Quadro europeo, le performance in materia di innovazione rilevate in 238 regioni europee di 23 diversi Paesi membri (in ragione delle ridotte dimensioni, per Cipro, Estonia, Lettonia, Lussemburgo e Malta l’analisi viene condotta unicamente a livello nazionale) ai quali si aggiungono Norvegia, Serbia e Svizzera.

38 regioni europee si collocano tra i leader dell’innovazione, seguite da 73 forti innovatori regionali, 98 moderati innovatori e 29 modesti innovatori.

In cima alla lista degli innovatori regionali europei si colloca Zurigo (Svizzera) mentre, restando all’interno dell’Unione, si conferma un netto predominio nordico che vede al vertice Helsinki-Uusimaa (Finlandia) Stoccolma (Svezia) e Hovedstaden (Danimarca).

Emerge con evidenza una forte corrispondenza tra il livello regionale e il livello nazionale, pur non mancando alcune “sacche di eccellenza” regionali che presentano performance di gran lunga migliori di quelle dello Stato di appartenenza: tra queste, Praga (Repubblica Ceca), Creta (Grecia) e il Friuli-Venezia Giulia (Italia).

Sotto il profilo diacronico, l’analisi ha infine rilevato miglioramenti nel periodo 2011-2019 in 159 regioni.

Focus: Piemonte e innovazione

Come la maggior parte delle regioni del centro e nord Italia, il Piemonte si colloca tra gli innovatori regionali moderati (con un plus).

Tra i parametri nei quali si riscontra un punteggio di eccellenza, si segnalano: il tasso di impiego nel settore manifatturiero a media e alta tecnologia e nei servizi ad alta intensità di know-how, gli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore privato, le innovazioni nei processi produttivi e la capacità innovativa delle piccole e medie imprese: in questi settori le performance risultano superiori sia alla media nazionale che a quella europea.

Ben al di sotto della media europea, invece – ma sostanzialmente in linea con la media nazionale – la quantità di popolazione laureata, il livello di partecipazione delle Piccole e medie imprese a progetti di cooperazione con soggetti terzi.

Inferiori alla media nazionale ed europea risultano, infine, la spesa pubblica in ricerca e sviluppo e il numero di marchi e design brevettati.

Horizon Europe

Allo scopo di incrementare il potenziale innovativo europeo, la Commissione Juncker ha proposto il programma di innovazione Horizon Europe, il nuovo programma quadro in materia di ricerca e innovazione destinato a raccogliere il testimone dell’attuale Horizon 2020 nell’ambito del quadro Finanziario Pluriennale 2021-2027.

Per il programma è attualmente previsto un budget di 100 miliardi di Euro.



Per approfondire: il comunicato della Commissione, il Commento del CESE, focus – ITALIA, focus – PIEMONTEHorizon Europe

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