Diari d’Europa #476 – Cielo unico europeo

109

La prospettiva e gli obiettivi del Green Deal portano inevitabilmente a considerare anche lo spazio aereo e il settore dell’aviazione dell’UE in quanto produttori di CO2.

Gli aerei non sempre possono seguire una rotta diretta fra una destinazione e l’altra, e sono spesso obbligati a rotte più lunghe e, di conseguenza, molto più inquinanti. Il Parlamento Europeo, in una risoluzione adottata il 7 luglio scorso, chiede, al riguardo, che le regole dell’aviazione vengano adattate alle esigenze di riduzione delle emissioni e di considerare “un cielo unico europeo” che tracci rotte dirette fra le destinazioni, senza considerare le frontiere terrestri degli Stati membri e costituisca una sorta di Schengen celeste. 

Una tale prospettiva non solo ridurrebbe di circa il 10% le emissioni di carbonio, ma permetterebbe anche voli più brevi, rapidi e verdi. A tutto vantaggio della natura e dei passeggeri.

Articolo precedenteDiari d’Europa #475 – Dove andare per cercare lavoro
Articolo successivoEuropei di calcio: un continente in competizione
Adriana Longoni
Tra i fondatori di APICE e a lungo vicepresidente, ha lavorato per molti anni nelle Istituzioni europee coordinando i progetti nell'ambito della cooperazione allo sviluppo e della politica di vicinato, in Guinea Conakry prima e in Caucaso poi. Gestisce l’Antenna di Bruxelles dell’Associazione.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here