Diari d’Europa #362 – Giovani e anziani sulla bilancia elettorale

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Sta suscitando più polemiche che dibattito la recente proposta di abbassare l’età del voto ai sedicenni. Sembrano prevalere considerazioni circa i vantaggi elettorali che l’operazione può produrre, quasi che questo possa sconvolgere gli equilibri del consenso politico.
Può aiutare a riflettere con più distanza guardando alle proiezioni demografiche europee di qui al 2070: le sole classi di età che cresceranno nell’Unione Europea nei prossimi cinquanta anni saranno quelle degli ultra-sessantacinquenni, che rappresenteranno il 43% della popolazione, tutte le altre diminuiranno.
Non proprio una rivoluzione la proposta di abbassare il voto di due anni quando si sa – ma forse non lo sanno in molti – che il voto ai sedicenni aumenterebbe appena del 2% il corpo elettorale. Questo oggi, figuriamoci domani.

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Franco Chittolina
Vicepresidente di APICEUROPA, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.

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