Diari d’Europa #336 – Deboli le università, pochi i laureati

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L’Italia è parecchio indietro per numero di laureati, colpa anche del debole sostegno finanziario alle nostre Università.
Vi destiniamo solo lo 0,4% del nostro Prodotto interno lordo (Pil), meno della metà della media UE (0,9%) e metà di Spagna e Portogallo.
Meglio non guardare verso l’alto della classifica UE, guidata da Austria e Finlandia, che sulle Università investono ben quattro volte (1,6%) la percentuale di Pil rispetto all’Italia.
E così finisce che, con i pochi soldi assegnati alla formazione universitaria e i pochi destinati ai laureati (sempre che trovino lavoro), ci avviamo verso un Paese sempre più in difficoltà a reggere alla competizione internazionale e ad assicurarsi un futuro migliore.

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Franco Chittolina
Vicepresidente di APICEUROPA, ha lavorato per 25 anni a Bruxelles presso le Istituzioni europee (Consiglio dei ministri prima e Commissione poi), impegnandosi per il dialogo tra le Istituzioni comunitarie e la società civile. Dal 2005 lavora in Italia per portare l’Europa sul territorio piemontese, in particolare nella provincia di Cuneo.

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