Diari d’Europa #260 – Covid 19 e diritto alla disconnessione

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Il Covid 19 sta cambiando le nostre vite, le nostre abitudini, i nostri rapporti sociali e il nostro modo di lavorare. 

Dall’inizio della pandemia, più di un terzo dei lavoratori europei pratica lo “smart working” e lavora da casa. Una situazione che non solo crea squilibrio fra vita privata e vita professionale, ma può anche mettere in pericolo la salute stessa del lavoratore. 

Per far fronte a questo nuovo fenomeno e per una maggiore tutela dei lavoratori, la commissione occupazione e affari sociali del Parlamento europeo ha adottato, ad inizio dicembre,  una proposta di risoluzione per chiedere che il “diritto alla disconnessione” diventi un diritto fondamentale e venga garantito da tutti gli Stati membri. Significa il diritto di spegnere gli apparecchi digitali al di fuori delle ore di lavoro, di contrastare la cultura “dell’essere sempre connesso” e contattabile dal datore di lavoro e significa proteggere anche la salute mentale dei lavoratori. Non è cosa da poco se si considera l’evoluzione degli strumenti di lavoro nei prossimi anni, al di là della pandemia di Covid 19.

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Adriana Longoni
Tra i fondatori di APICE e a lungo vicepresidente, ha lavorato per molti anni nelle Istituzioni europee coordinando i progetti nell'ambito della cooperazione allo sviluppo e della politica di vicinato, in Guinea Conakry prima e in Caucaso poi. Gestisce l’Antenna di Bruxelles dell’Associazione.

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