Diari d’Europa #232 – Il futuro dell’Intelligenza artificiale

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Nella trasformazione verde e digitale della società, gioca un ruolo sempre più importante lo sviluppo dell’intelligenza artificiale (IA). Le Istituzioni europee stanno cercando di definire una legislazione europea al riguardo, tenendo presente che l’intelligenza artificiale è un punto centrale nel Green Deal europeo e nel rilancio dell’economia post Covid 19. 

Alcuni numeri ci danno la misura dell’importanza, a livello mondiale, dello sviluppo dell’IA. Per quanto riguarda il livello degli investimenti, troviamo in prima posizione il Nord America (fra i 12 e i 18 miliardi di Euro) seguito dall’Asia (fra i 6 e 10 miliardi di Euro) ed infine dall’Europa (fra i 2 e i 3,5 miliardi di Euro). 

Più equilibrati potrebbero essere i numeri relativi alle richieste di brevetti depositati finora : in prima linea gli Stati Uniti (1863), seguiti dalla Cina (1085) e dall‘Unione europea (1074), con un aumento, sull’insieme, del 400% negli ultimi dieci anni.

Il quesito più importante rimane tuttavia il rapporto da costruire fra i cittadini e le trasformazioni indotte dall’intelligenza artificiale, dall’automazione del lavoro della conoscenza ai robot e ai servizi che saranno in grado di offrire. Un futuro tutto da scoprire, non senza inquietudine.

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Adriana Longoni
Tra i fondatori di APICE e a lungo vicepresidente, ha lavorato per molti anni nelle Istituzioni europee coordinando i progetti nell'ambito della cooperazione allo sviluppo e della politica di vicinato, in Guinea Conakry prima e in Caucaso poi. Gestisce l’Antenna di Bruxelles dell’Associazione.