La Commissione europea ha proposto un sistema comune di valutazione dei data center, per rendere più trasparente l’uso di energia e favorirne l’integrazione sostenibile nel sistema energetico dell’Unione.
Il contesto è quello di un settore in forte espansione: secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, entro il 2030 i data center potrebbero assorbire oltre il 3% della domanda elettrica dell’UE, mentre l’Europa punta a triplicarne la capacità nei prossimi cinque-sette anni. Una crescita che mette sotto pressione reti elettriche, risorse idriche ed emissioni.
Il sistema riguarderà le strutture con capacità superiore a 500 kW e misurerà l’uso effettivo di energia e acqua, oltre al contributo alla rete, come il riutilizzo del calore di scarto e l’apporto di energia pulita. Il rating si basa sulla direttiva sull’efficienza energetica e sul sistema di rendicontazione introdotto nel 2024.
Per la vicepresidente esecutiva Teresa Ribera, tutto parte dalla trasparenza: efficienti, flessibili e capaci di recuperare il calore, i data center possono diventare una risorsa per la transizione energetica dell’UE.
Ora il regolamento delegato passerà due mesi di esame da parte di Parlamento europeo e Consiglio; le prime etichette sono attese nel 2027, con una revisione entro fine 2028. Parallelamente, la Commissione ha aperto una consultazione pubblica sugli standard minimi di prestazione.
Per saperne di più: Commission enhances energy efficiency and sustainability of data centres in the EU, Making data centres energy efficient thanks to a new EU rating system












