Dalla Commissione europea, un’ambiziosa proposta di legge in materia di servizi e mercati digitali

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La Commissione europea ha recentemente presentato un’importante proposta di riforma dello spazio digitale europeo, articolata in una legge sui servizi digitali e una legge sui mercati digitali.

L’iniziativa della Commissione intende colmare quella situazione di vuoto e obsolescenza normativa venutasi a creare negli ultimi anni con il boom dei servizi e delle piattaforme digitali, aggiornando un quadro legislativo europeo sostanzialmente fermo alla direttiva sul commercio elettronico adottata nel 2000.

La legge sui servizi digitali

La nuova legge sui servizi digitali intende fornire un quadro di obblighi vincolanti applicabili a tutti i servizi digitali, finalizzati in particolar modo a tutelare consumatori e creatori di contenuti e a prevenire la diffusione di contenuti illegali.

Nello specifico, verranno introdotte norme specifiche in merito alla cancellazione di beni, servizi e contenuti illegali di qualsiasi natura, in parallelo con adeguate garanzie per gli utenti che hanno visto erroneamente cancellati i propri contenuti dalle piattaforme. Sarà incrementato il livello generale di trasparenza digitale, sia in materia di tracciabilità dei venditori online, sia in materia di pubblicità e di algoritmi finalizzati a suggerire agli utenti contenuti promozionali personalizzati. Infine, verranno introdotti specifici obblighi nei confronti delle piattaforme di grandi dimensioni, allo scopo di prevenire eventuali abusi derivanti dalla loro posizione dominante: le più grandi tra queste – in grado di raggiungere almeno il 10% della popolazione europea – saranno soggette ad una struttura di sorveglianza ad hoc in virtù della loro natura sistemica.

La legge sui mercati digitali

La legge sui mercati digitali mira specificamente a contrastare le conseguenze negative derivanti da alcune pratiche messe in atto da parte di quelle piattaforme – ad esempio motori di ricerca, social network o i servizi di intermediazione online – che hanno raggiunto una posizione dominante divenendo, di fatto, dei “controllori dell’accesso al mercato digitale” (gatekeepers).

La legge individuerà parametri oggettivi atti a determinare se una piattaforma ha raggiunto un’importanza tale da poter essere definita “controllore dell’accesso” e vieterà, a tali piattaforme, la messa in opera di pratiche lesive della concorrenza (quali, ad esempio, impedire agli utenti di disinstallare applicazioni preinstallate o impedire il funzionamento di software realizzati da terzi), prevedendo, in caso di inadempienza, sanzioni particolarmente pesanti, tra cui ammende pari sino al 10% del fatturato e, in caso di recidiva, l’imposizione di misure strutturali o della cessazione di determinate attività.

La proposta della Commissione, secondo l’iter legislativo dell’Unione, sarà ora sottoposta al vaglio e all’eventuale approvazione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Ue.


Per approfondire: il comunicato della Commissione

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