A Mario Draghi il premio De Gasperi

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Per le sfide di oggi ritrovare i valori dell’integrazione europea

L’attivo impegno del presidente della BCE Mario Draghi nella tenuta dell’eurozona è stato coronato dall’assegnazione del premio internazionale Alcide De Gasperi, avvenuta a Trento il 13 settembre. Il riconoscimento è attribuito, con cadenza biennale, alla personalità che meglio ha ereditato il testimone dei padri dell’Europa, tra cui l’italiano De Gasperi.

Nell’esprimere la gratitudine per la ricezione dell’onore, il Presidente ha lanciato un messaggio ispirato e deciso: «In Europa si va avanti insieme nella libertà». Nell’esplicitare il suo pensiero, Draghi richiama come l’Europa lacerata dalla distruzione di due guerre mondiali e conscia del fallimento ineluttabile di politiche nazionaliste, ritenesse la cooperazione internazionale unico valido garante della sicurezza, dell’equità e della libertà dei cittadini. Democrazie stabili e consolidate non dovevano essere assicurate solamente all’interno dei singoli Paesi, ma promosse tra le nazioni componenti della stessa Europa.

L’impegno nel sostituire approcci intergovernativi con strategie sovranazionali risponde all’obiettivo di superare «la mancanza di “controllo congiunto delle risorse comuni» già denunciata da De Gasperi nel 1954. Il processo d’integrazione europea doveva trovare le proprie radici in quegli ambiti in cui era chiaro che l’azione dei governi non fosse sufficiente e doveva avere come principale obiettivo una risposta diretta ed efficace alle richieste dei singoli.

Libertà politiche proprie di una democrazia liberale e valori fondamentali di una società aperta divennero i punti cardine del modello europeo.

Nell’era della globalizzazione però, in un panorama di crisi economica e politica, la carenza di fiducia nel progetto europeo si accompagna all’affermarsi di politiche protezionistiche e di nazionalismi messi in campo come risposta immediata e di breve periodo al fermento dell’opinione pubblica.

Il sostegno di quest’ultima, però, sottolinea Draghi, va ricercato in un’Europa più rivolta a soddisfare i bisogni dei cittadini e meno focalizzata sulle costruzioni istituzionali. Un’Europa come luogo d’incontro tra le posizioni nazionali che non perda di vista i valori fondanti dell’integrazione europea

Draghi sottolinea la necessità di portare a termine le iniziative già avviate, a partire dal mercato unico inteso come costruzione politica che richiede istituzioni e norme comuni, nonché sistemi giuridici uniformi in grado di preservare la libertà e l’equità. Progressi su questo fronte vanno preceduti dal corretto intervento di politiche nazionali, accompagnate, in diversa misura, da un’Europa chiamata a fronteggiare sfide che superano i confini nazionali, permettendo il superamento dei disaccordi interni e la buona riuscita collettiva. Desiderio di unità e collaborazione rappresentano l’aspirazione prioritaria.

«Lavorare insieme – afferma Mario Draghi – , è ancora il modo migliore per superare gli ostacoli»

Infine il Presidente torna a rievocare lo spirito dell’onorevole De Gasperi attraverso le sue parole che, dopo sessantaquattro anni, riecheggiano ancora nella loro atemporale attualità: «Deve guidarci anzitutto la consapevolezza fondamentale che la costruzione di un’Europa unita è essenziale per assicurarci pace, progresso e giustizia sociale»”.

Scheda a cura di Elena Marro

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