Europa Globale, la terza rubrica dell’architettura finanziaria dell’Unione Europea per il periodo 2028-2034, costituirà il pilastro della sua azione esterna, con tre obiettivi fondamentali: (1) promuovere i valori e gli interessi dell’Unione nel mondo, dalla democrazia e lo stato di diritto al rispetto dei diritti umani; (2) sostenere il multilateralismo e il diritto internazionale, in particolare attraverso l’attuazione degli impegni globali sul clima e lo sviluppo sostenibile; (3) promuovere partenariati più solidi con i Paesi extra-europei.
Nella proposta della Commissione, la rubrica aveva una dotazione di oltre 200 miliardi, un netto aumento rispetto ai 79,5 dell’analogo fondo NDICI (lo strumento per il vicinato, lo sviluppo e la cooperazione internazionale) del QFP 2021-2027. Dotazione che è stata aggiornata al ribasso dal Consiglio dell’UE in due occasioni: a giugno con un taglio del 3,9 %, e di nuovo la scorsa settimana dalla “nego box” della presidenza irlandese, che l’ha ridotta del 17 % rispetto alle cifre iniziali.
Rimane a disposizione anche una riserva di flessibilità da 15 miliardi, prevista per rispondere a crisi, eventi imprevisti e nuove priorità e iniziative per le quali servono risorse immediate.
La rubrica è suddivisa in tre voci principali:
- Lo Strumento Europa Globale, che ne è il fulcro e punta a bilanciare la prevedibilità degli investimenti con la capacità di intervento rapido in risposta a crisi.
- Politica estera e di sicurezza comune – PESC (più di 3 miliardi), che finanzia missioni civili e militari.
- Investimenti per lo sviluppo socio-economico dei Paesi e Territori d’Oltremare (PTOM), i 13 territori ex coloniali legati a Paesi Bassi, Francia e Danimarca che non fanno parte dell’UE ma godono di uno status speciale di “associati” (tra cui rientra la Groenlandia).
Dato l’accorpamento di più fondi tematici (cooperazione allo sviluppo, politica di allargamento e di vicinato, aiuti umanitari e diplomazia) in uno strumento unico, Europa Globale è figlio della logica di semplificazione e razionalizzazione che la Commissione ha intrapreso con questa proposta di bilancio pluriennale.
Un’altra novità importante è la distribuzione delle risorse non più per ambito tematico, ma per aree geografiche (Europa; Medio Oriente, Nord Africa e Golfo; Africa subsahariana; Asia e Pacifico; Americhe e Caraibi), a cui si aggiunge un pilastro che sostiene iniziative e progetti su temi di interesse globale, dai cambiamenti climatici alla salute e i diritti umani.
È previsto inoltre un capitolo dedicato al sostegno all’Ucraina, che fissa a 100 miliardi il tetto massimo di prestiti erogabili nel periodo 2028-2034, con l’esclusione di eventuali contributi addizionali da parte di Stati membri, istituzioni finanziarie internazionali e altri soggetti.
Per approfondire:
QFP 2028–2034 | Europa globale: obiettivi, pilastri e risorse UE













